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Siracusa. Vicenda Biamonte a Priolo: scoppia la guerra nel Pd sull’operazione “trasformista”

Il pasticcio che ha portato all’accoppiata del M5Stelle e il Pd al governo di Roma, ha riaperto le danze anche all’interno del Pd siracusano. E la prima traccia che si vuole sfruttare è il “trasformismo” messo in atto al consiglio comunale di Priolo Gargallo con l’elezione di Alessandro Biamonte alla presidenza del Civico consesso. Già i veti e le veline tracciano i possibili solipsismi e l’occasione per rimescolare le carte all’interno del Pd siracusano.

Salvo Adorno apre la polemica all’interno del Pd sostenendo di non riconoscere l’operazione priolese che ha portato al compromesso tra il sindaco Gianni e l’opposizione dopo una serie di polemiche e colpi bassi e tutto il possibile resto ancora da sapere. A suo dire Adorno sostiene che quella di Biamonte sarebbe una “condotta senza nessuna interlocuzione con il Pd”.

Il primo a intervenire nella vicenda Priolo è stato Salvo Baio, puntando il dito contro Giovanni Cafeo, reo a suo dire di aver tenuto bloccato da mesi il Pd. Scrive: “Quella di Priolo è un’operazione trasformistica, avvenuta, spiace dirlo, nel silenzio imbarazzante e non vorrei complice dell’area zingarettiana del Pd. Paghiamo, per responsabilità prevalente dell’onorevole Cafeo, che da mesi tiene bloccato il partito, e dell’inerzia delle altre componenti interne lo snaturamento del ruolo del Pd, deludendo- termina – le speranze di cambiamento suscitate dall’elezione di Zingaretti”.

Salvo Adorno traccia chiaramente le sembianze di un aspirante segretario del partito di Zingaretti a Siracusa. Negando il consenso all’operazione poco trasparente, che secondo Adorno: “E’ stata condotta senza nessuna interlocuzione col Pd, quindi il suo ruolo non può e non deve essere riconosciuto dal partito. Si tratta di operazioni politiche che appartengono a un’era geologica della politica ormai superata. Il Pd di Zingaretti richiede una discussione ampia e condivisa di tutte le scelte politiche”.

Adorno non lascia fuori dai suoi rimbrotti e l’invito al dialogo, il sindaco di Priolo Gianni, e spiega: “Dico con franchezza che se vuole un’interlocuzione politica deve discutere con tutto Pd e non con una parte di esso e che scelte come quelle che hanno portato Biamonte alla presidenza indeboliscono la sua interlocuzione col partito di Zingaretti”.

Nel suo intervento, Adorno non si lascia scappare l’occasione per strizzare l’occhio al M5Stelle a livello provinciale. “Apprezzo pienamente la loro presa di posizione – spiega ancora Adorno – E’ arrivato il momento di aprire un rapporto serio e costruttivo sul territorio per trovare le ragioni per stare insieme e mi permetto di aggiungere che qui a Siracusa ce ne sono molte, a partire dai temi del lavoro e dell’ambiente”.

Ed ecco apparire all’orizzonte il vero bersaglio nelle intenzioni delle diverse anime del Pd siracusano Giovanni Cafeo: “Ha tenuto ferma per sei mesi la vita del Pd – chiosa ancora Adorno – nonostante la nostra palese volontà di trovare un punto di equilibrio. Si è aperta una nuova pagina politica che non tollera gestioni individuali e che richiede condivisione e democrazia interna”.

Si ritorna, dunque, alla vecchia maniera, alla guerra per le poltrone e agli incarichi, attraverso le indiscrezioni e i retroscena nel tentativo di poter dettare le condizioni a priori con la conta delle forze in campo o i trucchetti della politica: dividi e impera. La faccenda dell’inciucio è come quella delle poltrone, ma l’equilibrio, il compromesso, di volta in volta meno favorevole per i nuovi alleati con ideali cui ci s’ispira una politica diametralmente opposto a quella del Pd. Ed è vero che si è trascinata per più di un anno la corsa rallentata del Pd siracusano che rimane in una posizione di stallo in uno sgradevole accumulo di sete di potere. Il suo peso è mutato in meglio, dopo il silenzio imbarazzante, e ora insiste il reciproco interesse con i 5Stelle, di fatto, mutato.

La prima passeggiata della stagione politica appena iniziata parte con Baio e Adorno decisi a rivelare un’anima dissidente, rivoluzionaria, in un Pd ancora confuso per altrettanti fatti compiuti nel passato che impediranno di ottenere le attenuanti generiche per un trascorso carico di atti in stato di stoltezze e lotte intestine cruente, con i “fotiani” sempre pronti alla guerra non appena qualcuno accende la scintilla della battaglia appena immaginata.

Concetto Alota

 

 

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