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Società e Giustizia negata: le case nelle cooperative edilizie e i tanti raggiri

La cronaca giudiziaria è piena di tanti soggetti che a vario titolo si sono resi responsabili di raggiri ai danni di soci di cooperative edilizie, la stessa cosa si può dire, per l’onore del vero, per tanti costruttori privati. La nascita delle cooperative rimane, sicuramente, una nobile iniziativa se non fosse per la cattiveria umana.

Succede a molti soci-acquirenti, confidando nella buona fede e nella convenienza dell’investimento, versano l’importo richiesto, ma, giocoforza, il Consiglio di amministrazione delibera in tanti casi, molti dei quali finiti sui tavoli della magistratura inquirente e giudicante, l’assegnazione degli appartamenti o delle villette a nuovi soci e non agli aventi diritto, quelli che avevano già versato le somme di denaro e che avevano quindi un diritto di prelazione. Altro fatto, correlato ai reati, il giochetto di non fornire ai soci le necessarie informazioni sullo stato economico della cooperativa, e quindi, i soci disconoscono se il terreno scelto per la realizzazione degli immobili della cooperativa è gravato da più ipoteche o è libero, oppure sussistono altri fatti gravi. Così, la cooperativa matura debiti su debiti nei confronti dei subappaltatori che alla fine saranno a carico dei soci, mentre di solito il costruttore non rimedia a stipulare la prevista fidejussione a garanzia di tutte le somme conferite alla cooperativa. E questo per l’effetto del Decreto Legislativo n. 122 del 20 giugno 2005, Decreto Bersani, che obbliga il costruttore a consegnare all’acquirente una fideiussione a garanzia di tutte le somme incassate e da incassare sino al trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento dell’immobile in corso di edificazione, poco applicato.

Le cooperative edilizie nascono per dignitosi scopi sociali: consentire ai soci di risparmiare nell’acquisto di beni o servizi e, in particolare, d’immobili; ma la dura realtà dimostra che, abbastanza spesso, queste società sono utilizzate da imprenditori senza scrupoli, al fine di realizzare una sostanziale fregatura ai danni di soci ignari, che, per onestà intrinseca, si dimostrano troppo lenti nel rivolgersi a un avvocato per operare i necessari riscontri e intraprendere gli atti giudiziari.

Le cooperative destinate all’acquisto delle abitazioni da parte di gruppi di persone che si associano per assicurarsi il possesso di una casa a prezzi più vantaggiosi di quelli di mercato, a volte possono diventare un incubo, fino a ridurre intere famiglie sul lastrico. Dietro il paravento del risparmio si cela spesso la truffa legalmente strutturata per i poveri soci che diventano vittime, predestinate in un gioco d’interessi che sormonta persino l’azione della magistratura a più livelli. Fatto già successo centinaia di volte, così come anche a Siracusa. Tante le brutte storie che sono finite in tribunale, ma anche nelle aule della Giustizia molte volte i malcapitati hanno preferito la perdita del denaro versato per non infilarsi in un vortice giudiziario infinito tra sussurra e grida, silenzi, connubi e connivenze. Spesso invece il tutto si è trasformato in una brutta avventura con raggiri e addirittura persecuzioni scientificamente organizzate al fine di far desistere le vittime dall’azione di difesa messa in atto, con connubi diffusi a ventaglio anche all’interno delle istituzioni.

Una per tutte. Il racconto di quello che è successo a un gruppo di soci di una cooperativa edilizia che nasce a Siracusa qualche anno fa. I malcapitati, confidando nella convenienza dell’investimento per l’acquisto di una villetta a schiera, hanno versato le somme di denaro pattuite che ben presto si sono rivelate essere un vero inganno, una tentata e riuscita frode bella e buona. Gli amministratori in connubio con i costruttori hanno fatto lievitare i prezzi alle stelle, ingaggiando una battaglia dai contorni pirandelliani per finire in tribunale, e mentre in molti hanno preferito abbandonare il campo minato e perdere dei bei soldini, altri sono finiti nella rete dell’inganno continuato all’infinito, che ci porta fino ai nostri giorni. Grave che anche al cospetto con la Giustizia degli uomini, le sorprese sono state paradossalmente peggiori del male azionato fuori dalle aule del palazzo di giustizia.

Tante le persone che nel tempo, e a vario titolo, si sono rese responsabili di una presunta truffa ai danni dei soci della Società Cooperativa costituita per la realizzazione di una serie di villette da adibire ad alloggi residenziali a Siracusa. Fregati due volte: quando hanno pagato, e quando hanno perduto tutti i processi e i quattrini versati. E poi si parla di Giustizia. E questo succede nel silenzio generale, con il tradimento di chi di mestiere è il difensore della Giustizia. È la resa al peggio delle istituzioni di garanzia in uno Stato di diritto verso i cittadini-sovrani, del vivere civile, come parte dell’interesse collettivo, ma nessuno alla fine pagherà i gravi danni arrecati alle famiglie che avevano messo da parte piccoli gruzzoletti risparmiando su beni di prima necessità, cibo compreso, o chiedendo prestiti su prestiti a parenti e amici, come in un racconto classico dell’Ottocento.

Concetto Alota

 

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