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Spese “pazze” all’Ars: La Corte dei Conti chiede 2 mln di risarcimento

C’è anche l’ex parlamentare regionale siracusano Titti Bufardeci tra i sette capigruppo che avrebbero ricevuto dalla Procura regionale della Corte dei Conti l’invito a dedurre le cosiddette spese “pazze” all’Ars, oggetto anche di un’inchiesta penale della magistratura di Palermo per peculato relativo agli anni dal 2008 al 2011.

Oltre a Bufardeci di Grande Sud, Antonello Cracolici (Pd), Cateno De Luca (Misto), Cataldo Fiorenza (Misto), Innocenzo Leontini (Pdl), Rudy Maira (Udc e Pid) e Francesco Musotto (Mpa). A loro carico la Corte dei conti ha ipotizzato un danno erariale di circa 2 milioni euro.

L’inchiesta è scattata a seguito dei controlli eseguiti dai finanzieri del Nucleo tutela spesa pubblica di Palermo. Due informative finite una alla Corte dei Conti, l’altra alla Procura della Repubblica di Palermo. Quest’ultima ha aperto un fascicolo iscrivendovi quasi cento parlamentari regionali. Solo i quattordici capigruppo, però, ricevettero l’avviso di garanzia per essere interrogati al Palazzo di Giustizia. Tra gli altri c’era anche l’ex deputato siracusano Nunzio Cappadona, il quale, alla stessa stregua di Bufardeci e di altri parlamentari indagati, dissero in sede di interrogatorio dinanzi ai Pm di avere sostenuto spese lecite perché funzionali al loro corretto svolgimento di attività dei rispettivi gruppi all’Ars.

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