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Stipendi ai custodi dei Beni culturali, Tusa: “Erogazione in tempi celeri”

“In merito alle recenti dichiarazioni da parte dei sindacati autonomi in merito alla ritardata erogazione delle spettanze dovute al personale di custodia dei Beni culturali,  l’Assessorato  si è impegnato ad accelerare l’erogazione delle spettanze residue“. Questa la dichiarazione dell’Assessore Sebastiano Tusa.

La mancata erogazione non sarebbe dovuta a cattiva volontà ma a una difficoltà da parte degli uffici ad analizzare tutti i mandati di pagamento per via della carenza di personale. Invito quindi i sindacati autonomi a rivalutare con benevolenza questa situazione dovuta non a malafede o a disfunzioni dell’ufficio bensì a una carenza di personale che è già nota da tempo.

Per quanto attiene alla possibilità di effettuare plus orario oltre quanto previsto dai contratti, tutto ciò dovrà essere concordato con i sindacati e in tal senso. Il Dirigente Generale si sta adoperando per praticare questa strada. Inoltre il plus orario potrà essere remunerato con l’articolo recentemente approvato in finanziaria che permette di utilizzare tutto ciò che proviene dai concessionari senza attendere che passi attraverso i meccanismi vigenti.

L’assessore Tusa ha inserito in finanziaria una norma che ci permette di utilizzare quest’anno il 60% e l’anno prossimo il 100% delle risorse provenienti dai biglietti di ingresso a musei, aree archeologiche e monumenti che ci consentirà di remunerare il plus orario dei lavoratori che lo effettueranno nel corso dell’anno.

“Ritengo quindi – conclude il neo Assessore dei Beni culturali – che la situazione sia ottimale e che questo sia un risultato importante; esorto i sindacati a valutare positivamente quanto stiamo facendo perché va incontro, da un lato alla corretta gestione del sistema museale e delle aree archeologiche per una migliore fruizione da parte del pubblico, dall’altro a una giusta remunerazione per i lavoratori che effettuano con passione e sacrificio, e soprattutto professionalità, il lavoro necessario per l’apertura dei siti alla pubblica fruizione“.

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