Truffati i conventi d’Italia: nei guai una rete con al centro un gruppo di siracusani
C’è una presenza siracusana fondamentale nell’inchiesta della Procura di Torino e delle Fiamme Gialle di Cremona, che ha portato alla luce un’articolata rete d’inganni ai danni di parrocchie e istituti religiosi di tutta Italia.

Tra i dieci indagati per associazione a delinquere, la posizione dei quattro siracusani appare centrale nel meccanismo dell’organizzazione. Mentre un presunto capo promotore e gli organizzatori coordinavano le finte telefonate da Torino per farsi ricaricare le carte ricaricabili, la sponda siracusana svolgeva un ruolo decisivo: recuperare immediatamente il denaro contante prima che potesse essere tracciato, o smistarlo verso l’estero attraverso i servizi di trasferimento fondi. Non solo: secondo la ricostruzione degli inquirenti, la filiera siracusana si sarebbe occupata anche di reperire schede telefoniche e carte di credito intestate a prestanome per coprire le tracce della banda.
Nelle scorse ore, durante gli interrogatori di garanzia a Siracusa, i quattro indagati della provincia hanno respinto ogni addebito davanti al giudice. L’attività investigativa dovrà ora chiarire i singoli ruoli all’interno del presunto sodalizio criminale che ha colpito strutture da Trieste a Palermo.


