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Unificazione camere di commercio: attacco frontale delle associazioni siracusane

“La regolarità delle procedure di costituzione della Camera di commercio unificata di Catania, Ragusa e Siracusa è premessa indispensabile per il futuro buon funzionamento dell’ente. Essa pertanto non può riguardare solo gli addetti ai lavori o solo le associazioni datoriali, ma deve divenire patrimonio di conoscenza per tutti coloro i quali hanno interesse alle attività della futura Camera del Sud Est”. Questo l’attacco del documento che una serie di associazioni di categoria ha presentato questa mattina a Catania in merito all’unificazione degli enti camerali.

Era stato contestato il mancato inserimento dei settori specifici (servizi alle persone, commercio estero, pesca). Era stato anche contestato il fatto che il Commissario Pagliaro non si fosse confrontato sul tema con i Consigli preesistenti e con le associazioni, avendo il 14 ottobre, aveva già emanato il decreto di composizione del Consiglio medesimo escludendo tali settori.

La risposta del Ministero confermava le ragioni dei ricorrenti: il Commissario avrebbe dovuto sentire Consigli e associazioni e decidere in base al loro orientamento.

Tutto ciò conferma peraltro, ancora una volta, come la scelta di non coinvolgere i Consigli delle Camere in accorpamento, i segretari generali delle stesse e le organizzazioni di categoria (tutte modalità peraltro espressamente indicate dal Ministero) abbia avuto l’effetto di ridurre la trasparenza del processo, limitarne la validità tecnica e indurre a scelte autoreferenziali che hanno avuto il risultato di favorire una parte in causa.

Un’altra questione riguarda i controlli. Le associazioni hanno contestato il sistema adottato dal commissario Pagliaro, ritenendolo inadeguato e inefficace, nonché a rischio di falsare la competizione favorendo dei veri e propri falsi nei dati presentati. E proprio questo rischio sembra essersi materializzato con la lettura e la disamina dei primi dati dei quali si ha conoscenza ufficiale, quelli relativi il territorio di Siracusa.

Da tali dati emerge infatti che associazioni fino a ieri sconosciute avrebbero di colpo assunto dimensioni addirittura superiori a quelle della stessa Confindustria e di altre organizzazioni di categoria che hanno una storia, strutture, sedi territoriali e decine di dipendenti.

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