Home / Se te lo fossi perso / Cronaca / Attentato alla Sics: sei anni per Nunzio Salafia

Attentato alla Sics: sei anni per Nunzio Salafia

Il gup del tribunale di Catania, Loredana Pezzino, ha inflitto la condanna a 6 anni di reclusione a carico di Nunzio Salafia che doveva rispondere di estorsione e tentata estorsione ai danni del titolare dell’impresa edile Sics di Priolo Gargallo. La sentenza è stata emessa ieri mattina a conclusione del processo che si è celebrato con il rito abbreviato. Il giudice ha accolto solo in parte la richiesta del pm Andrea Ursino, il quale aveva sollecitato una condanna a 12 anni di reclusione per l’imputato. Salafia è stato condannato anche al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite e al pagamento di una provvisionale di 10 mila euro ciascuno in favore dell’imprenditore Carmelo Misseri e della stessa Sics, di 5 mila per il comune di Priolo, la Camera di commercio di Siracusa, il coordinamento delle associazioni antiracket, per l’associazione antiracket “Falcone-Borsellino” di Floridia, per Confindustria Siracusa e per Confapi. Salafia sarebbe il mandante dell’attentato incendiario avvenuto al cantiere edile della ditta Sics, per la realizzazione dell’allargamento della strada statale 124, Siracusa-Floridia. A confermare la tesi sono stati Salvatore Mollica e Armando Salvaggio, la cui posizione è stata stralciata e saranno processati dinanzi al tribunale di Siracusa il 2 febbraio prossimo, i quali hanno confessato di avere commesso materialmente un incendio doloso e un attentato incendiario su due mezzi di lavoro di proprietà dell’imprenditore. Una decisione che sarebbe maturata a seguito del suo rifiuto a pagare la somma di duecentomila euro a titolo di pizzo e di protezione. “Siamo estremamente soddisfatti – dice Paolo Caligiore presidente dell’associazione provinciale antiracket di Siracusa – E’ importante la presenza reale al fianco di persone coraggiose e determinate a denunciare. Il fatto che nelle classifiche del Sole 24 ore la provincia di Siracusa sia ai primi posti della classifica in termini di denuncia da parte delle vittime significa che cresce la sensibilità di chi non vuole sottostare al racket”.

Informazioni su Redazione

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*