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Augusta, incendio divampa nella palazzina servizio efficienza naviglio

Un incendio si è sviluppato nella notte all’interno dell’ultimo piano della palazzina del Servizio Efficienza Naviglio della Staziona Navale nell’Arsenale Militare di Augusta, che ha impegnato per circa tre ore le squadre di soccorso giunte sul luogo del rogo.

L’allarme è scattato intorno all’una della scorsa notte quando il personale di servizio nella base Navale di Augusta, notate le fiamme che provenivano dall’ultimo piano della Palazzina SEN,  ha dato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i locali Vigili del Fuoco, supportati anche da una squadra di Siracusa, che hanno immediatamente contenuto l’incendio e, alle ore 4,30 circa, lo hanno estinto definitivamente.

Nelle ore successive sono seguite ispezioni a cura dei Vigili del Fuoco per stabilire eventuali danni strutturali e le cause dell’incendio.

Ma poiché quest’ultimo è stato ritenuto dai medici di psichiatria con le facoltà mentali alquanto precarie e instabili, la difesa del coimputato sollecitava la non credibilità della sua confessione e chiamata in correità. Montalto, dal canto suo, si è sempre dichiarato estraneo al delitto di Rosaria Mazzone sostenendo non veritiere le affermazioni e le accuse formulate da Dimaiuta. Il processo dovrà comunque celebrarsi e Montalto è chiamato a difendersi dall’accusa di furto, rapina ma soprattutto del reato dell’omicidio dell’ottantanovenne Rosaria Mazzone. Se in primo momento il decesso sembrava essere del tutto naturale, i familiari della vittima ottennero la riesumazione del cadavere anche sulla scorta delle indagini dei carabinieri che scoprirono l’ammanco di alcuni monili in oro che la defunta indossava la sera precedente alla sua morte, denaro e le chiavi dell’appartamento. La perizia stabilì che sul corpo della donna vi erano segni di violenza, in particolar modo al collo. Il medico legale, infatti, stabilì che l’anziana era deceduta per soffocamento. I sospetti si sono concentrati sul Di Maiuta, che frequentava l’abitazione dell’anziana vittima la quale, per riconoscenza, periodicamente gli regalava piccole somme di denaro per il sostentamento della famiglia.

Al riguardo i Carabinieri richiamano l’attenzione sull’uso del casco alla guida di ciclomotori e motocicli: una norma di legge che è obbligatorio rispettare ma, innanzitutto, una norma di vita! Perché, spesso e volentieri, il casco salva la vita.

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