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Avola, la storia di Elisa riscuote applausi in teatro

Applausi e riscontro fa ore ore della critica hanno caratterizzato la messa in scena dell’opera teatrale “L’albero di Elisa” per la regia di Tatiana Alescio. Tratta da un racconto di Salvatore Lecce e Cataldo Cazzato, è la storia di Elisa che ha 22 anni e, dopo una brillante  carriera 7niversitaria, si accinge a spiccare il volo. Poter Arnoux, giovane ricco e protervo, lo interrompe. La trama scorre spedita dando il meglio di se nel finale quando riserva più colpi di scena.

Allo spettatore toccherà raccogliere le tessere di un intricato puzzle che potrà comporre solo alle ultime battute. Un imputato detenuto in carcere, un avvocato che si esprime con passione nelle aule di un tribunale, una madre spenta dal dolore, ammirevole, composto, ma animata da una recalcitrante sete di giustizia. Elisa, appesa, senza pace, senza più voce ma determinante a no;smettere di urlare la sua inascoltata verità.

”Ci sono storie che vengono a cercarti. Io ho scelto di raccontare la storia di Elisa”, dice Alessio che, oltre alla regia ha interpretato in scenA la signora Mancini, la madre della ragazza uccisa,e che ha pure curato la drammaturgia e la regia dell’opera; Giuseppe Orto, Arneaux, l’omicida;  Davide Sbrogiò, l’avvocato difensore di Arneaux, rilevatosi alla fine, con colpo di scena, il padre di Elisa, la ragazza uccisa, e che uccide l’omicida della figlia.

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