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Black trash, gli indagati chiariscono le posizioni

Ha parlato per un’ora e mezza circa Salvatore Montagno Grillo l’imprenditore coinvolto nell’operazione “Black trash” per la quale sono stati arrestati anche il dirigente del Libero consorzio comunale, Domenico Morello, e gli altri due amministratori della Ecomac srl, Gianfranco Consiglio e Angeli Aloschi. I quattro indagati si sono sottoposti ieri mattina all’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale aretuseo, Carmen Scapellato, che ha emesso nei loro confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere la scorsa settimana. Gli interrogatori sono avvenuti al palazzo di giustizia di viale Santa Panagia dove gli indagati sono stati trasferiti dal carcere di Gela dove si trovano da poco meno di una settimana, non senza qualche intoppo a causa di un guasto a un mezzo su cui viaggiavano che ha provocato un ritardo nell’inizio dell’udienza.

Alla presenza del pm Tommaso Pagano, Montagno ha sostanzialmente riferito di non avere mai assunto le due persone segnalate dall’ingegnere Morello che, di fatto, non si sarebbero nemmeno presentati al colloquio. Ha anche detto che non ci sarebbe stato alcun motivo di fare pressioni con il dirigente dell’ex Provincia regionale perché l’impresa avrebbe ottenuto l’autorizzazione rilasciata dal tecnico, con determinazione del 24 luglio dello scorso anno, per svolgere l’attività di recupero e di riciclo di rifiuti non pericolosi nello stabilimento di contrada San Cusumano ad Augusta. Montagno ha detto che quell’autorizzazione era passata dapprima al vaglio della conferenza dei servizi alla quale partecipano i funzionari dell’Arpa e di altre istituzioni pubbliche. Sull’ottenimento dalla Regione siciliana di un finanziamento a fondo perduto per la costruzione di una piattaforma per lo smaltimento dei rifiuti, Montagno ha spiegato che non fosse necessario rappresentare “una situazione artificiosa della realtà”, dichiarando di osservare gli obblighi contrattuali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi settimanali, ma di avere versato una fidejussione come richiesto dagli uffici della Regione, a garanzia dell’operazione.

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori sottopagati, l’imprenditore ha chiarito di avere sottoscritto 34 verbali di conciliazione. La difesa di Montagno, rappresentata dall’avvocato Aldo Ganci, ha chiesto al giudice di scarcerare il proprio assistito. Il pm Pagano, pur convenendo sulla mancanza del requisito della reiterazione del reato, ha espresso dubbi sull’inquinamento delle prove e si è riservato di esprimere un proprio parere all’esito dell’escussione dei lavoratori che avrebbero sottoscritto la conciliazione.

Ha chiarito la propria posizione anche l’ingegnere Morello, assistito dall’avvocato Beniamino D’Augusta, che ha risposto alle domande del gip parlando per oltre 2 ore. Hanno risposto alle domande del gip Scapellato anche gli altri due indagati, Consiglio e Aloschi, difesi entrambi dall’avvocato Francesco Favi.

Francesco Nania

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