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Carcere di Siracusa, la protesta degli agenti penitenziari

“Esprimo la mia solidarietà ai sindacati di polizia penitenziaria che stanno manifestando non solo per il mancato inserimento in busta paga degli accrediti dei servizi dei mesi precedenti, ma per le problematiche condizioni in cui, giornalmente, prestano il loro servizio”. Così l’On. Sofia Amoddio deputato nazionale del Partito Democratico relativamente al sottodimensionamento dell’organico nel carcere di Siracusa, argomento di una interrogazione parlamentare presentata il mese scorso al Ministro della Giustizia.

“Tra pensionamenti e trasferimenti, il personale degli agenti di polizia penitenziaria in pianta organica si è abbassata di troppe unità. L’entrata in vigore della «sorveglianza dinamica» che dispone l’apertura delle celle dalla mattina al pomeriggio, permettendo ai detenuti di potersi muovere liberamente negli spazi comuni, ha in parte ovviato alle gravi carenze di organico del personale di polizia penitenziaria perché permette un controllo esterno ma, in caso di emergenza, l’intervento degli agenti diventa più complicato.

“La «sorveglianza dinamica – dice l’pn. Amoddio – come avviene nelle carceri del nord Italia, dovrebbe essere supportata da un rete di telecamere di sorveglianza che a Cavadonna risulta obsoleta ed insufficiente. Nel carcere di Siracusa il rapporto è di due agenti per centoventi detenuti, numeri impietosi che giustificano le lamentele dei sindacati”.

“Quello della polizia penitenziaria – conclude Sofia Amoddio – è un lavoro molto difficile, delicato ed usurante”.

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