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Caso Ias, la Regione siciliana attiva il tavolo tecnico

Il governo regionale interverrà per risolvere la questione del depuratore biologico consortile di Priolo. I termini della vicenda sono stati oggetto di approfondimento nella riunione convocata dal presidente della Regione, Renato Schifani per fare il punto della situazione dopo che la magistratura siracusana ha disposto il sequestro dell’impianto e dopo una serie di servizi giornalistici, non ultimo la trasmissione Report di lunedì. 

Il governatore ha convocato per ieri pomeriggio a Palazzo d’Orleans un tavolo tecnico per affrontare la questione con il coinvolgimento di tutti i dipartimenti regionali competenti. “Tenuto conto dei gravi danni ambientali e delle ripercussioni al livello produttivo per l’intero comprensorio – aveva affermato Schifani – affronterò immediatamente il problema, valutando le conseguenti azioni da porre in essere con la massima urgenza». Prima del tavolo tecnico, l’avvocato Achille Piritore, legale dell’Ias, è stato audito dai dirigenti dell’assessorato regionale alle Attività produttive a cui ha illustrato il quadro della situazione. 

Da indiscrezioni è emerso che il governo regionale abbia intenzione di intervenire in maniera sostanziale per porre rimedio al problema. Com’è noto, la Regione siciliana possiede il 75% delle quote azionarie dell’Ias, la società che gestisce il depuratore consortile priolese. In termini spiccioli dovrebbe significare che, preoccupati per le ripercussioni negative che ricadrebbero dallo stop al funzionamento del depuratore biologico, l’ente pubblico darebbe il proprio contributo e, insieme con i soci privati, interverrebbero per migliorare le condizioni dell’intero impianto. Un modo concreto per rispondere ai quesiti principali posti dalla Procura aretusea con l’incidente probatorio che scatta a partire da martedì con il previsto conferimento dell’incarico al collegio di consulenti che dovrà accertare lo stato di salute del depuratore biologico consortile. 

C’è, quindi, l’intenzione da parte della politica di risolvere una volta per tutte il caso Ias, che in questi ultimi anni ha fatto capolino anche nelle scrivanie dei magistrati. 

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