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Cassibile, 23enne segregata in casa: arrestati padre e convivente

Vittima di violenze ad opera del padre e della sua convivente. Una donna è riuscita a liberarsi dalla casa in cui era stata segregata e a lanciare l’allarme ai carabinieri attraverso alcuni parenti dai quali aveva trovato riparo. Il fatto è accaduto a Cassibile dove i militari della locale stazione hanno arrestato, nella flagranza dei reati di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona, una coppia residente in quel centro: lui, Sebastiano  Graziano, 50enne di origini netine, incensurato, lei, Ileana Moldovan, 39enne di origini romene, incensurata. La storia ruota attorno a una ragazza di 23 anni, invalida civile, divenuta negli anni vittima di reiterate violenze, fisiche e psicologiche, all’interno delle mura domestiche, cominciate nel 2011 all’inizio della convivenza tra il padre e la sua nuova compagna. La vittima ha dichiarato che i rapporti con la convivente del padre sono degenerati sin da subito. Per futili motivi o banali litigi quali, ad esempio, far pulire alla ragazza il bagno, la donna la picchiava, utilizzando anche un mattarello o il manico della scopa. Le violenze, che avvenivano sotto gli occhi del padre, non venivano da questi fermate anzi, l’uomo appoggiava pienamente l’operato della compagna, profferendo nei riguardi della figlia offese e rimproveri.

Analoga situazione è stata patita dalla 23enne durante un soggiorno in Romania: qui le botte subite con il manico della scopa sono state di gravità tale che è stato necessario ricorrere alle cure ospedaliere. L’episodio che ha fatto scattare l’intervento dell’Arma di Cassibile risale a due giorni fa quando la ragazza, per il solo fatto di aver rovesciato del latte a terra, è stata aggredita con il mattarello dalla matrigna che, dopo averla anche trascinata per i capelli sul pavimento, l’ha chiusa in casa per impedirle di uscire e chiedere aiuto. La ragazza ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a rinunciare nel tempo alle sue amicizie essendole proibito di uscire ed avere contatti con l’esterno. Riaperta la porta dell’abitazione, la ragazza è riuscita a fuggire ed a chiedere aiuto ad alcuni parenti che abitano nelle vicinanze che l’hanno soccorsa contattando i militari dell’Arma. Refertata all’ospedale di Siracusa, la 23enne ha riportato dieci giorni di prognosi. La coppia è stata arrestata e sottoposta agli arresti domiciliari mentre la vittima si è trasferita dai parenti in attesa di altra collocazione.

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