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Cercare la bellezza è difficile quanto cercare la felicità

Andrea Magno si è messo in cammino su questi versanti regalandoci, con i suoi versi, dei momenti intensi, anche quando questi momenti sono velati di tristezza e abbandono. Si sa che cercare la bellezza è difficile quanto cercare la felicità. Il suo lavoro poetico interiore non cerca la sola purezza del verso quanto quella del sentimento. I versi di Andrea Magno adescano la mente incrociando il piacere della memoria e del ricordo nei frammenti del vissuto passionale, esistenziale, ma non disdegnano di scoprire oasi di armonia che aiutino a distendere le tensioni, tensioni, a volte, acerbe. La prima volta l’ho conosciuto quando di anni ne aveva sedici. La sua vita, come la nostra ha attraversato montagne russe e acquitrini melmosi. Ma in un cantuccio della memoria la sua mente continuava a coltivare, stilemi, lexemi, baci di vocali, jazzistici incontri di vocali e consonanti. Questo piccolo-grande mondo, dopo anni di conflittualità e convivenza con un mondo parallelo,  fatto di linee, proiezioni logico-matematiche-ortogonali, ha ritrovato la luce. Il cuore pulsante, nascosto e silenzioso della poesia si è affiancato alla razionalità manifesta, dell’oltre cinquantenne Andrea, e non ha più mollato il suo ruolo “nell’intreccio di emozioni liquefatte, perpetua affermazione dell’essere, testimonianza dell’esserci”, fino a prorompere con un impatto visivo, sonoro ineludibili. La poesia di Andrea non fa sconti ai sentimenti, non si rassegna a farti stare in pace con te stesso, tende a ribaltare, piacevolmente, le apparenti linee tracciate della nostra vita per ritrovare, nei meandri della memoria o nel balenare di una proiezione nuova, quella parte di noi che parea sopita e pronta all’oblio. Nel bisogno dell’incontro con noi stessi, con la nostra anima, Andrea Magno punta diritto alla purezza del sentimento con richiami alle emozioni suscitate sia dalle persone che dai luoghi. Riesce a creare quadri intensi anche quando i dettagli sembravano spariti, suscita rimandi capaci di richiamare fotogrammi quasi sbiaditi.  L’erudizione spirituale, diciamo meglio, l’auto erudizione spirituale passa attraverso un percorso tortuoso, ma limpido e sorprendente, solo, se incrocia, lungo il suo cammino, quel rivolo di creatività poetica che ci rende unici.
 Salvatore Spallina

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