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Il consulente stima in 7milioni il danno subito da Open Land

Il danno subito dalla società Open Land, per il ritardo da parte del comune nel rilascio della concessione edilizia per la costruzione del centro commerciale ad Epipoli, è stato valutato nella somma complessiva di 6 milioni 858 mila 366 euro. A queste conclusioni è giunto il consulente tecnico unico, Marcella Caradonna, nominato dal consiglio di giustizia amministrativa per rideterminare e quantificare i danni da corrispondere alla ditta. Si tratta di una bozza di valutazione preliminare che passa adesso al vaglio delle parti (Open Land, Comune di Siracusa, Legambiente) che hanno tempo fino al 5 marzo di avanzare osservazioni e rilievi poi essere trasmessa al Cga che dovrà emettere la sentenza definitiva.

Con apposita ordinanza il Cga ha nominato un nuovo consulente tecnico a cui ha posto una serie di interrogativi. Su quello relativo ai canoni di locazione e degli oneri condominiali, il consulente ha risposto quantificando i danni in 637mila euro. Sull’aumento dei costi di costruzione, il Ctu ha spiegato che la società Open Land ha sottoscritto nell’agosto 2009 un contratto d’appalto per la costruzione del centro commerciale per una somma di 11 milioni. Nel ricalcolare i danni, il consulente ha stabilito, quindi, la cifra di 5 milioni 917 mila euro.

Rispetto al terzo quesito posto dal Cga, relativo alla perdita dei finanziamenti bancari, il consulente Caradonna ha scritto di non potere rispondere al quesito in quanto “non ha potuto consultare i documenti necessari a tale scopo”. In particolare, “non avendo potuto reperire il contratto di leasing, non presente nella documentazione in atti e nemmeno trasmesso a seguito di apposita richiesta delle parti” il Ctu è nell’impossibilità di evadere il quesito. La difesa di Open Land solleverà alcune eccezioni, tra le quali il fatto che non è stato possibile trasmettere copia del leasing perché la banca, nell’erogare il mutuo ha chiesto all’azienda di depositare una cauzione di 6milioni e 800mila euro, bloccando, però, il leasing perché mancava la concessione edilizia. “Una volta ammessa questa voce – sostiene l’avv. Fiaccavento – il danno nei confronti dell’Open Land diventa più ingente”.

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