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I dipendenti ex Provincia distaccati: “Vogliamo rimanere in tribunale”

I dipendenti del Libero consorzio comunale, che sono stati distaccati da tempo ormai al palazzo di giustizia con varie mansioni, hanno manifestato il loro disagio per l’ordine di tornare a fare servizio all’ente di via Roma. Lo hanno fatto questa mattina con una conferenza stampa.

Tutto ha inizio il 4 aprile 2017. Il segretario generale e il segretario generale aggiunto del sindacato Cisl-FP regionali stilano un documento (All. A) avente come oggetto: “Ex Province – Richiesta immediata revoca deliberazioni distacco personale e convocazione Osservatorio”. Si legge nel documento, testuale: “… delibere predisposte senza alcuna partecipazione sindacale…”. Più avanti fa capolino per la prima volta il fatidico “danno erariale”, “…considerato che il trattamento economico rimarrebbe a carico sempre dell’ex Provincia…”, mentre il servizio reso dai lavoratori sarebbe a tutto vantaggio dell’ente di destinazione, in questo caso Tribunale e Procura. Così opinano i segretari regionali Cisl-FP. Va da sé che l’eventuale partecipazione sindacale avrebbe potuto scongiurare l’ipotetico danno erariale. Tra l’altro, lodevole è il senso di responsabilità economico-finanziaria della Cisl-FP che si fa carico dell’equilibrio di bilancio dello Stato. Come mai gli altri sindacati non manifestano altrettanto senso di responsabilità? Emerge, a questo punto, il lato oscuro.

Un passo indietro e sarà luce. Atto di interpello 30 settembre 2016 (All. B) in esecuzione alla deliberazione del Commissario n. 34 del 7 luglio 2015 con la quale viene attivato il protocollo d’intesa con Tribunale e Procura di Siracusa per “disciplinare la collaborazione interistituzionale per la soddisfazione di esigenze di servizio connesse con lo svolgimento delle rispettive funzioni istituzionali”. Quell’atto di interpello, però, che prevede un numero di 6 unità da assegnare al Tribunale, rimane lettera morta. Per una ragione o per un’altra, tra frequenti sommovimenti politici a livello regionale (governo Crocetta), rotazione di Commissari all’ex Provincia, situazioni di predissesto, non si dà seguito al previsto trasferimento. Rimane, dunque, in sospeso la graduatoria come già definita. Quante sono le persone che partecipano all’atto di interpello? Ventitrè (23) persone. Ma soprattutto chi sono? C’è qualche persona che, oltre ai titoli richiesti già prodotti, ha smosso la sensibilità della Cisl-FP regionale? La risposta potrebbe costituire un primo indizio. Qualcuno tra i vertici dirigenziali dell’ex Provincia si lascia, pure, sfuggire l’ipotesi della rotazione nei termini di una riproposizione di un atto di interpello ex novo per tutti, inclusi quelli minacciati di rientro. A questo proposito Luigi Pirandello avrebbe concluso: “Non è una cosa seria”.

Secondo possibile indizio: perché la Cgil, la Uil, l’Ugl e via via scorrendo non si sono associati a quella preoccupazione che ha portato la Cisl-FP a temere il cosiddetto “danno erariale”? Ergo, 2 indizi = 1 prova.

Dall’autunno 2016 spostiamoci di nuovo alla primavera, alla già richiamata data del 4 aprile 2017. Fare rientrare tutti i “distaccati”, impone la Cisl-FP nel documento (All. A) indirizzato all’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica e al Dirigente Generale Dip. AA.LL. Arrivano, così, a Siracusa gli ispettori regionali a seguito di quell’esposto Cisl-FP. Certificato il danno erariale, intimano il rientro immediato per tutti i distaccati. Dalle scuole, dalla Prefettura, dalla Questura, dalle varie sedi dei Giudici di Pace, e da altri uffici regionali e, ovviamente, da Tribunale e Procura.

Per ulteriore chiarezza, facciamo un passo più indietro ancora, 2 dicembre 2015. Eliminiamo la polvere accumulatasi sopra un documento (All. C) di due pagine avente come oggetto: “Numerosità del personale in servizio. Atto di indirizzo”. Destinatario: il Dirigente Risorse Umane e Partecipate dell’ex Provincia. Questo documento, oscurato e sotto una coltre di polvere, è firmato dall’ing. Antonino Lutri, Commissario Straordinario all’ex Provincia di Siracusa. Straordinario nelle forme e nella sostanza. Si legge nel documento: “…Ragionando per grandi numeri, la finanza pubblica otterrebbe comunque un beneficio dalla utilizzazione presso altro ente, in carenza di organico, di personale scarsamente utilizzato presso l’ente cedente…”. Segue una brillante equazione numerica la cui lettura è stata evidentemente disattesa da quegli organismi istituzionali, o giù di lì, a questo punto, fintamente e pretestuosamente interessati al danno erariale.

Volendo riprendere quel passaggio di “straordinaria” intuizione del Commissario Lutri sulla possibile carenza di organico degli enti di destinazione, sull’altro fronte, quello relativo agli uffici giudiziari del Tribunale di Siracusa, nel periodo finora preso in considerazione, il presidente dott. Antonio Maiorana disponeva una ricognizione complessiva dell’attuale dotazione organica “in vista di una richiesta al Ministero di Giustizia di aumento del personale amministrativo del Tribunale per sopperire alle notorie criticità”. Alla fine del mese di maggio 2016, i vari funzionari incaricati di stilare singole relazioni consegnavano il loro lavoro. Per tutti vale la pena soffermarsi su quanto riportato nella relazione (All. D) del dott. Michele Consiglio, all’epoca Magistrato Coordinatore dell’Ufficio GIP-GUP del Tribunale di Siracusa.  Il Dott. Consiglio così descriveva la situazione del suo Ufficio: “…inevitabile decadimento del servizio reso all’utenza”. Per poi aggiungere: “La situazione, tuttavia, è doveroso rappresentare, è sensibilmente mutata con l’impiego presso questo Ufficio di alcuni dipendenti della ex Provincia di Siracusa… che collocati in settori cruciali dell’Ufficio hanno dato ottima prova di sé, mostrandosi senza eccezioni, volenterosi, puntuali, preparati ed estremamente disponibili”.

Facile l’obiezione. Arriva l’8 marzo 2018: “…stante che i servizi resi dal personale trasferito corrispondono alle esigenze istituzionali del Tribunale e degli Uffici del Giudice di Pace”, questi “avrebbero potuto chiedere il trasferimento del personale con l’istituto del comando…”.

Altrettanto facile la replica. Ed è quella che potremmo recuperare, facendo un passo indietro nel tempo, richiamando ancora una volta quello “straordinario” atto di indirizzo (All. C) del Commissario Lutri: “…favorire processi di migrazione del proprio personale verso altre amministrazioni, … con istituti (distacco, protocolli d’intesa etc.) che seppur non garantendo una immediata riduzione degli oneri, pongono le basi per l’accesso preferenziale agli istituti di tipo traslativo in un arco di tempo ragionevole, determinando, comunque, un vantaggio in termini di efficienza/efficacia e razionalizzazione della spesa pubblica complessiva connessa al pubblico impiego, nei termini sopra specificati”, relativi alla già accennata equazione. Posizione lungimirante o temerario fautore di “danno erariale”?

Ma quali sono i confini del “danno erariale”? A 50 km se ne perde la traccia. La città metropolitana  di Catania mantiene in vigore un protocollo d’intesa (All. E) che prevede l’assegnazione di proprio personale in posizione di distacco presso la Procura Distrettuale. Succede anche con il personale della Regione Emilia Romagna destinato presso gli Uffici giudiziari del distretto della Corte di Appello di Bologna.

Tra parentesi, questa esposizione ha una funzione ermeneutica in favore dei tanti che magari avrebbero voluto sapere tutto, anche quello che veniva facile offuscare con l’invenzione del “danno erariale”, e non hanno mai osato chiedere.

Ultimo ma non meno importante, anzi, a dir poco, fatale, il Decreto Madia (All. F) del 14 settembre 2015, volto a favorire la mobilità del personale che alla data del 20 giugno 2015 si trovava in comando, distacco o altre forme di utilizzazione presso altre pubbliche amministrazioni Quattro dei dipendenti, già distaccati presso il Tribunale di Siracusa alla data del 20 giugno 2015, avrebbero avuto diritto a essere immessi ai sensi dell’art. 2 del citato Decreto Madia nei ruoli del Ministero della Giustizia. L’inadempienza della Regione Sicilia, ai tempi del governatore Crocetta, ha compromesso un nostro interesse legittimo, quello del sottoscritto in particolare. La Regione, tramite l’istituzione di apposito Osservatorio regionale, con un semplice click del mouse avrebbe dovuto inserire nel portale mobilità della Funzione Pubblica un elenco di personale delle ex Province in servizio presso altre amministrazioni. E il gioco sarebbe stato portato felicemente a termine. Invece niente. Né vale tirare in ballo l’autonomia statutaria della Sicilia. Le altre quattro Regioni a statuto speciale si erano messe in regola.

Siamo alla data odierna. Il 24 aprile 2018 l’Ufficio Risorse Umane della ex Provincia dispone il rientro per il 2 maggio 2018 (All. G). Lo stesso giorno il Presidente Maiorana congiuntamente al Procuratore Giordano rispondono (All. G) alla succitata disposizione di servizio. In effetti è una replica di quanto fatto pervenire in data 8 marzo 2018 al Commissario Floreno dove si ribadiva che il tribunale è in attesa di un riscontro (All. G) da parte del Ministero di Giustizia favorevole o meno all’assunzione dei 15 dipendenti mediante l’istituto del comando. La fregola ha sortito quasi uno sgarbo istituzionale.

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