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Documentaria Noto, prime lezioni con workshop e focus

La settimana di Documentaria Noto 2014 inizia con la prima lezione di Alessandro Aiello sul suo workshop di Regia Documentaria “Io credo”, dove si indagherà sulla relazione tra fede religiosa e utilizzo dei farmaci. Documentaria Noto 2014 ha voluto fortemente questi momenti formativi e grazie alla stretta collaborazione con i registi si è potuto proporre al territorio, due tipi di laboratori di altissima qualità con un costo accessibile per i partecipanti. Un’autentica opportunità, come detto, sulla quale da mesi il Collettivo artistico FrameOff ha lavorato per formulare la migliore proposta sia sulla scelta di chi tiene i workshop, Alessandro Aiello e Alessio Micieli, sia sugli argomenti, regia documentaria e film maker web. Sala Dante, dentro il Teatro “Tina Di Lorenzo” ha ospitato così la prima lezione di Alessandro Aiello che è subito entrato nel vivo del progetto “Io credo”, attraverso cui scandagliare un particolare aspetto. E lo si farà attraverso delle interviste che gli stessi partecipanti al workshop saranno chiamati a relaizzare in questi giorni. Naturale, a questo punto, presentare e poi entrare in contatto con i “ferri del mestiere”: la camera principale, ad alta definizione, con cui si registra l’audio, una camera più piccola, microfoni (di vari tipi, nelle caratteristiche il microfono più lungo è quello più preciso, e poi i microfoni la valliere o a spilla) asta reggi microfono, cuffie per i microfonista. Illustrati anche i costi delle attrezzature, per fornire anche un informazione a tutto tondo. Poi, come detto, si è avuta la possibilità di prendere proprio in mano gli oggetti di mestiere esercitandosi sulla “messa a fuoco” e tanto altro. Per poi entrare nello specifico di una progettazione documentaria, come la fase di preparazione delle interviste. E questa è stata solo la mezza giornata perchè poi il pomeriggio è stato altrettanto intenso grazie al focus di approfondimento che ha voluto concentrarsi sulle nuove frontiere del documentario: web, documentario e opere crossmediali, modalità di produzione e metodi di crowfunding. Ma partendo per meglio dibattere questi temi si è scelto sempre la via delle immagini così Enrico Montalbano e il suo lavoro “Vento” ha di fatto messo a fuoco il principale obiettivo del pomeriggio e cioè i rapporti tra Italia e Tunisia con i loro flussi migratori che non sempre sono stati da sud a nord. Il suo lavoro insieme a quello dei padroni di casa, il collettivo FrameOff, hanno di fatto offerto un vero spaccato di quest’eccezionale e continuo interscambio di popoli.
“Le storie che voglio raccontare sono storie che nessuno riporta o se lo fa risultano molto distorte Sono partito dai porti, dagli sbarchi ma mi interessava andare oltre. Poi ho letto un articolo degli italiani in Tunisia e mi si è aperto un mondo. Con lui Marinett Pendola, pronipote di siciliani trasferitisi a Tunisi. ” Vorrei ringraziare FrameOff per aver organizzato questi appuntamenti- dichiara Marinett Pendola- Ed Enrico per aver alzato l’attenzione su queste realtà; i numeri possono dirci tanto di questa immigrazione italia-tunisia. Ricordando che una volta si definiva la tunisia un paese di italiani amministrato dai francesi”.
Presente al pomeriggio in Sala Dante l’Assessore alla Cultura Cettina Raudino, che ha patrocinato l’evento  insieme con l’Assessorato al Turismo e Spettacolo, retto da Frankie Terranova, che ha plaudito questi primi giorni di manifestazione: “É un importante e piacevole conferma di quello che avevamo visto nella prima edizione, stiamo proprio facendo una full immersion nella nostra realtà. Ma lancio una proposta per il prossimo anno: il coinvolgimento delle scuole”. Poi proiezione del film “Le printemps en exile” del Collettivo FrameOff, frutto del lavoro di ben tre anni, e per la prima volta proiettato in Italia. In  pochi forse sanno che sono migliaia, il numero esatto si sconosce, i tunisini che dai giorni della “primavera araba” (nome coniato dalla stampa internazionale, e che in Tunisia definisce ben poco, n.d.r.) hanno provato a raggiungere l’Europa. Ebbene con questo lavoro firmato da Massimiliano Minissale, Corrado Iuvara, Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi e Francesco Valvo si è provato ad entrare nel profondo di questa migrazione attraverso un lungo cammino in cui tanti sono i tunisini incontrati e raccontato. Senza seguire un progetto, ma seguendo loro, sono proprio loro, i personaggi, a fare la storia. Senza filtri giornalistici ci sono dentro rivoluzioni personali, individuali, e tentativi di cambiamento. Fondamentale la testimonianza di Wejdi Trabelsi, presente anch’egli in Sala Dante, e l’apporto in più forme alla realizzazione di questo cameo, che tanto ci dice e ci mostra senza alcun velo, solo con l’occhio della telecamera. Chiusa la giornata del lunedi, martedì 18 novembre, seconda lezione, in giro per Noto del workshop di Alessandro Aiello, e prima per Alessio Micieli (Axel Film) su film maker web. All’inizio della sua carriera tramite lo strumento di Youtube ha messo in rete i suoi lavori, una pratica molto usata che oggi è stata arricchita da altri mezzi come i social network. Molti oggi caricando i propri video proprio con i social hanno una resa immediata. Micieli è diventato famoso, ed il suo si è trasformato in lavoro, con le parodie. Le più note sono quelle dei film e dei cartoni animati, un vero e proprio cult. “Vieni pagato a seconda delle visualizzazioni che ottieni nei video – ha spiegato Micieli nella prima lezione del suo workshop-. Ciò significa dover pubblicare un video ogni settimana e cercare il più possibile di ottenere visualizzazioni; e quando vi è un vero e proprio boom in un video, ad esempio con 100.000 visualizzazioni, automaticamente gli altri video guadagnano. Dal web al cinema il passo è breve, perchè attraverso il digitale, passare da contenuti per il web a veri e propri lungometraggi non è più impossibile”. La sala Dante del Teatro “Tina di Lorenzo”, ma, soprattutto, vie e piazze netine in questi giorni saranno luoghi privilegiati per lo svolgimento dei due laboratori.

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