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Eni, il complotto contro Renzi passa da Siracusa…

Non sarebbe il numero uno dell’Eni Claudio Descalzi, ma il presidente del consiglio dei ministri italiano Matteo Renzi il vero obiettivo dell’ipotesi di complotto internazionale, dove sono invischiati i servizi segreti di mezzo mondo e gli interessi sarebbero ufficialmente legati al petrolio iraniano e nigeriano, così come anche a quelli connessi ai tanti affari milionari dei dintorni, che potrebbero essere solamente l’accensione della miccia che ha fatto scoppiare il caso; ma l’obiettivo finale sarebbe bruciare il premier italiano. Un parallelo diretto con il complotto contro il governatore della Sicilia Rosario Crocetta; un capolavoro dei clan della politica che portò alla destabilizzazione temporanea del governo della Regione.

Italiani, iraniani, americani, israeliani, nigeriani, inglesi, francesi e tanti altri ancora, risultano, se vera, in un modo o nell’altro invischiati a vario titolo in questa ingarbugliata faccenda contro Matteo Renzi, dove si rileva ufficialmente che la procura di Milano indaga per corruzione internazionale contro il numero uno di Eni; una faccenda che passa per la procura di Trani e finisce a quella di Siracusa; ma nel giro magico manca qualcosa, e la domanda rimane: ma la procura della Repubblica di Siracusa sta davvero indagando su presunte pressioni per far saltare Descalzi e danneggiare il premier? Ma il “Giglio Magico” che cosa c’entra se è amico di Renzi, dicono gli americani, che avrebbero informato per primi l’Italia, attraverso il suo presidente della Repubblica Mattarella, su un complotto contro il governo non sull’Eni? Infatti, su un eventuale fascicolo d’indagine aperto dalla procura della Repubblica di Siracusa la smentita è netta. Insomma, anche questa ennesima storia di spie e complotti internazionali, rimane avvolta dal mistero. Rivelazioni o depistaggi che si assommano almeno per il momento. Siracusa non ha niente a che fare con l’Eni, tranne che per le fabbriche e gli impianti chimici ubicati nel Petrolchimico. Dagli ambienti investigativi della capitale fanno rilevare che è invece collegata ad una serie di fatti che hanno a che fare con la realizzazione di un grosso deposito di petrolio per il momento fallita, da una grossa nave petroliera comprata e rivenduta, dalle dichiarazioni secretate di almeno tre indagati sull’affare Petroli di Potenza e il porto di Augusta, alle indagini della Direzione nazionale antimafia e alle procure distrettuali di mezza Sicilia. Ma titolare dell’inchiesta rimane la procura distrettuale di Potenza.

E a proposito di complotti contro Renzi, il Sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, renziano doc, ha detto: “Oggi essere renziani significa subire delle imboscate, come quella che si è verificata con Faraone durante l’inaugurazione del porto di Siracusa (la Marina). Io so che molte delle antipatie che mi sono attirato dipendono dalla mia vicinanza a Renzi”.

Concetto Alota

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