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Fatima II, il Pm chiede il rinvio a giudizio per tre stranieri

La Procura della Repubblica di Siracusa chiederà il rinvio a giudizio a carico di due cittadini egiziani e di un tunisino, ritenuti responsabili del reato di omicidio volontario ai danni di Gianluca Bianca, il marittimo siracusano, le cui tracce si sono perse nel luglio di due anni fa a seguito dell’ammutinamento del peschereccio “Fatima II.

Il pubblico ministero Tommaso Pagano formalizzerà la richiesta domani in occasione dell’udienza preliminare, fissata dinanzi al Gip del tribunale di Siracusa, Patricia Di Marco. In udienza non saranno presenti i tre indagati, che di fatto saranno processati in contumacia. Presenti, invece, i familiari del marittimo siracusano, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Lipera e Giuseppe Piccione.

La prima formulazione del capo d’imputazione è stata avanzata dalla magistratura siracusana il 14 marzo dello scorso anno. Le risultanze investigative piuttosto complesse e articolate, hanno indotto il sostituto procuratore Pagano a convincersi che il comandante Bianca sia stato ucciso durante le operazioni di ammutinamento e poi il corpo fatto sparire. Una tesi che non può essere confermata dagli altri tre membri dell’equipaggio, tutti siracusani, che in quei tragici momenti si trovavano a bordo del peschereccio, ma che, a loro dire, sotto la minaccia delle armi sono stati rinchiusi in un locale del peschereccio e non sono quindi in grado di riferire che cosa realmente sia accaduto a bordo del Fatima II. I genitori del comandante Bianca, la moglie, i figli continuano a chiedere chiarezza su tutta la vicenda. Il processo penale, che è molto probabile che venga istruito, potrà squarciare il fitto buio che ammorba il caso del comandante Bianca. Sempre ammesso che siano rintracciati i tre stranieri e che da loro si possano avere tutti quei tasselli che ad oggi mancano.

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