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Floridia, scomparso Janu ‘u sceriffu

E’ venuto a mancare questa mattina Sebastiano Di Giorgio, meglio noto ai siracusani come Janu ‘u sceriffu. Uno dei personaggi popolari che tante generazioni di siracusani ricordano con affetto e con un pizzico di simpatia.

Vestiva in maniera trasandata, viveva di espedienti, girava prima in sella a una bicicletta, poi su una motoape. Immancabile al collo un fischietto con il quale dirigeva il traffico nelle zone più trafficate della città. Spesso lo si vedeva nei cortei funebri, pronto a fermare il traffico per cedere il passo al carro con i parenti al seguito.

A lui sono legati numerosi aneddoti, come nel caso dell’attentato dinamitardo alla questura di Siracusa avvenuto alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. In quella circostanza un ordigno rudimentale ma di alto potenziale, fu collocato e fatto esplodere da ignoti nel garage attiguo al palazzo di via san Giovanni, allora sede della questura. Janu ‘u sceriffu dormiva sotto uno dei balconi del palazzo attiguo e fu tra i testimoni di quell’attentato. Oviamente fu interrogato dagli uomini della squadra mobile. Come ricorda l’allora dirigente Angelo Migliore, Janu sembrava avere visto l’attentatore che descrisse però in maniera confusa e disconnessa al punto da non potere essere preso in considerazione.

Anni dopo, a bordo della motoape, lo videro a Cassaro, dove viveva il fratello Ferdinando, a quale chiese di dargli soldi e i beni immobili. Ma il fratello accusava anch’egli problemi di equilibrio psicologico per cui, chi ebbe modo di assistere a quella discussione, non ci capì un bel nulla.

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