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Gennuso: “Un referendum per abolire o meno i quartieri”

Sulla decisione di cancellare le circoscrizioni ad eccezione di Cassibile e Belvedere la parola deve passare direttamente ai cittadini. Questo il senso dell’intervento da parte del deputato regionale Pippo Gennuso, che dice la sua a proposito della decisione della Giunta comunale di procedere al taglio di quasi tutti i quartieri.

“Garozzo e la sua giunta non possono dare un colpo di spugna alle Circoscrizioni come se nulla fosse. Una decisione del genere – dice il deputato regionale – merita un dibattito ed u confronto aperto con i cittadini. Una questione che non può essere decisa nelle stanze dei “bottoni”.  E’ giusto, quindi, lasciare decidere ai cittadini, magari con un referendum popolare.

La riforma dei quartieri, annunciata dal sindaco, è contestata dal parlamentare regionale del Mpa. “Le Circoscrizioni sono le sentinelle della democrazia e sarebbe una follia eliminarle. Togliere la voce ai Quartieri – afferma Gennuso – non è pensabile soprattutto per due motivi: la prima è per la funzione sociale che essi svolgono nel territorio;poi sono pure un vero e proprio organo di controllo nei confronti dell’amministrazione comunale. Tra l’altro – aggiunge il deputato – i presidenti hanno dato la loro disponibilità a tagliare i gettoni di presenza e le spese superflue. Allora mi chiedo: perché c’è questo accanimento da parte della giunta “monocolore” di Siracusa? Posso essere d’accordo che ci sia una rivisitazione delle Circoscrizioni, magari nove sono troppe per una città di centoventimila abitanti, ma sopprimerli è come negare al cittadino un proprio diritto. Non va dimenticato, tra l’altro che nel territorio ci sono grandi comunità come ad esempio Cassibile – Fontane Bianche e Belvedere, che non vanno considerati quartieri, bensì veri e proprio paesi che vivono disagi, difficoltàe problemi mai risolti , trascurati  dalle amministrazioni comunali di Siracusa che si sono succedute negli anni. Macro aree che la politica di Siracusa ha sempre utilizzato come serbatoi elettorali”.

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