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Giustizia lumaca e processi senza fine: anche Siracusa non smentisce la media nazionale

Gli italiani sono vittime predestinati di processi lumaca; invece di ridursi si allungano ancora di più i tempi delle sentenze. Questo secondo la classifica stilata dalla Commissione sulla giustizia già qualche anno fa. Il tradizionale esercizio annuale dell’esecutivo comunitario serve a monitorare i progressi raggiunti, e per l’Italia i risultati sono modesti se non addirittura deludenti. Nella Penisola si registrano i tempi più lunghi per avere una decisione nei contenziosi civili e commerciali, a tutti i livelli.  La Sicilia e Siracusa non smentiscono tale siffatta condizione. Con una lettera inviata al presidente della Corte d’appello di Catania, al Presidente del Tribunale di Siracusa, al ministro della Giustizia, l’avvocato Vincenzo Poidimani lamenta la lentezza della giustizia civile nelle aule del palazzo di viale Santa Panagia. Il riferimento è a due processi che, per la loro trattazione, sono state fissate udienze con scadenza di oltre 2 anni.

“Con enorme stupore – scrive l’avv. Poidimani – ho letto sul quotidiano “La Sicilia” che il presidente del tribunale di Siracusa è rimasto compiaciuto della relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario effettuata dal presidente della Corte di Appello. Sembrerebbe, infatti, che presso il Tribunale civile di Siracusa si sia trovato il sistema per accelerare i processi ed eliminare l’arretrato. Purtroppo non è così”. Per suffragare la sua affermazione, l’avv. Poidimani ha allegato alla lettera copia di due istanze presentate ad altrettanti magistrati del tribunale aretuseo, propedeutiche a giudizi che i suoi assistiti intendono promuovere per ottenere l’equo indennizzo. Nella prima istanza, quella relativa alla risoluzione del contratto di comodato d’uso che riguarda 14 automobili utilizzate da un’agenzia di vigilanza privata. Questa causa è stata rinviata all’udienza del 21 giugno 2022 per la precisazione delle conclusioni. “In tale udienza, poi – continua il legale – saranno assegnati i termini di 60 ed ancora altri 20 giorni per il deposito delle comparse conclusionali e per le note di replica (termini perentori per gli avvocati) e successivamente il giudice avrà ulteriori 60 giorni di tempo per il deposito della sentenza (termine meramente ordinatorio per il giudice). In pratica, passeranno oltre 4 anni per avere la sentenza su una causa posta in riserva l’8 novembre dello scorso anno e dichiarata matura per la decisione con ordinanza del 16 gennaio”.

Nella seconda istanza, che si riferisce a una causa di lavoro che riguarda un operaio, in atto disoccupato e con moglie e figli a carico, il quale dovrà attendere circa due anni per avere la sentenza su un procedimento civile dichiarato maturo per la decisione con ordinanza del 7 febbraio.

I due casi sottoposti dall’avv. Poidimani all’attenzione del ministro della Giustizia, trovano riscontro in altre vicende processuali che arriveranno a conclusione soltanto dopo anni. Una situazione comune ad altri tribunali italiani ma che in questo caso ha suscitato la stizzita rimostranza dell’avv. Poidimani, il quale chiede che “venga accertato entro quali termini altri giudici depositano le ordinanze e le sentenze (occorrono anche anni!)”.

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