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Il sindaco di Priolo attende l’esito del tribunale del riesame

La difesa del sindaco di Priolo, Pippo Gianni, ha prodotto una memoria al tribunale del riesame di Catania, dove si è tenuta l’udienza per discutere sulla richiesta di annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale, Salvatore Palmeri. L’avvocato Ezechia Paolo Reale ha sollevato una serie di eccezioni, alcune delle quali di natura giuridica. In primo luogo ha eccepito sulla liceità delle intercettazioni telefoniche eseguite dagli investigatori sostenendo che, per la tipologia dei fatti oggetto della contestazione, non avrebbero potuto essere esperite. 

La difesa dell’indagato ha insistito sul fatto che le condotte contestate a Gianni non costituiscano ipotesi di reato come, al contrario, sostiene il pubblico ministero Tommaso Pagano. 

Pippo Gianni, che deve rispondere d’istigazione alla corruzione, tentata concussione, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, anche davanti al tribunale del riesame ha reso la propria versione com’è stato davanti al gip quando, pur confermando di avere avuto colloqui con i dirigenti di alcune grandi imprese del petrolchimico, ha sostenuto di non essere mai ricorso alle minacce ma di essersi limitato al ruolo che la politica gli attribuisce di sostenere le imprese locali. Gianni ha ribadito di non avere mai preteso nulla per sé o per i suoi familiari ma di essersi speso per la collettività priolese. In una circostanza sarebbe intervenuto per garantire lavoro ai dipendenti di un’impresa priolese, all’avanguardia nei servizi di manutenzione, affermando che sarebbe stato più logico coinvolgerla anziché affidarsi ad appalti per i quali intervengono ditte da fuori territorio e spesso non all’altezza della situazione ed esponendo la committente al rischio d’incidenti nel corso dei lavori di manutenzione degli impianti degli stabilimenti del polo petrolchimico.  

Il tribunale del riesame si è riservato sulla richiesta della difesa dell’indagato e si attende adesso un verdetto. 

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