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Il Siracusa non molla, Stefano neppure

Tutti i giocatori delle due squadre sono entrati in campo indossando una maglietta bianca con questa scritta. Tutto lo stadio, come un coro unanime, ha fatto partire un forte applauso di incoraggiamento, sicuramente, arrivato a destinazione, destinatario, Stefano Pulvirenti. Il ragazzo, dopo il brutto incidente, lotta ancora strenuamente per tornare in mezzo a noi.

E veniamo alla partita. Come prescriveva il calendario, tre punti dovevano essere e tre punti sono entrati, in coincidenza con il riposo della Cavese. Ma è stata una partita rognosa, con questi ragazzini che correvano come matti attuando un pressing indiavolato. Avevano ed hanno tenuto una velocità impressionante fino alla fine della gara. Fortuna che la testa e i piedi erano di ragazzi di categoria e tutti sappiamo che in fatto di testa e piedi il Siracusa sta una spanna avanti a tutte le squadre del girone. Certo, a proposito di difetti , le tre palle-goal , prima del 3 a 1 di Catania, e la quarta palla-goal, bruciate dal nostro attacco sono ancora lì a gridare vendetta. Le stesse occasioni create/mancate confortano, però, i tifosi: dentro l’area di rigore, palla al piede, la squadra è capace di mettere un uomo davanti al portiere.

A Sarno per vincere. Il marsala, la difesa sarnese, l’avrà associato al pranzo (ci accettino la battuta!!!) consumato in tarda mattinata. L’altro Marsala, in campo, ha fatto il resto, facendo diventare, di colpo, la seconda miglior difesa del campionato, una difesa aggirabile, aggredibile, perforabile. Il ritorno alla miglior forma di Emanuele Catania non tranquillizza mister Sottil quando continua a predicare alla sua squadra che la cattiveria sotto porta non può più essere un optional.

Salvo Spallina

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