Cultura

Documentaria Noto continua a regalare emozioni e riflessioni 

Iniziato,  ieri sera, il secondo ed ultimo fine settimana di Documentaria Noto 2015, terza edizione per il Festival ideato e organizzato dal Collettivo Artistico FrameOff con il patrocinio del Comune di Noto, dall’Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, dell’Assemblea Regionale Siciliana e con la collaborazione del CUMO, Consorzio Uiversitario Meridionale Orientale. Casa delle proiezione, altre sei, due per sera ieri, venerdì, e sabato e domenica, lo splendido Teatro “Tina Di Lorenzo” in piazza XVI maggio a Noto. Ad aprire questa nuova fase della kermesse che vede i dodici film in lizza per i cinque premi del Concorso “Panorami” i saluti della Direzione Artistica. Licia Castoro, Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi e Francesco Valvo. “Tanta ancora l’energia da mettere in campo per vivere al meglio questi ultimi tre giorni- ha dichiarato Giuseppe Portuesi-. Che ci giunge anche dalla risposta avuta dal primo weekend di proiezioni e da tutte le attività proposte, alcune già completate come i due Focus Day, con il terzo in programma oggi pomeriggio ad “Anche gli Angeli”, alle ore 16,30, le tre serate alla Biblioteca Comunale – Spazio Emeroteca con gli otto film fuori concorso a cura del Babel Film Festival, Cineteca Sarda e di Produzioni e Distribuzioni dal Basso”. Si ultimeranno oggi, sabato 14 novembre, i due workshop di alta specializzazione i cui lavori realizzati verranno presentati in anteprima nella serata conclusiva del Festival che per l’occasione da appuntamento un’ora prima rispetto alle altre serate, giorno 15 a teatro il sipario si alzerà alle ore 18,30. “Altri importanti feedback e una grande dose di nuovi stimoli per il futuro li abbiamo ricevuti oggi pomeriggio dai ragazzi della “Giuria Scuola”, in rappresentanza delle quinte classi degli otto indirizzi delle superiori appartenenti all’Istituto “Matteo Raeli” – ha spiegato Francesco Valvo-. Chiamati a vedere quattro dei dodici film in concorso hanno stilato la loro classifica e redatto una critica dettagliata per il vincitore. C’è stato un bel dibattito con loro, molto istruttivo e che ci spinge a voler riproporre l’iniziativa anche per il prossimo anno”. Presentato il primo regista, Alessandro Abba Legnazzi, le luci si sono spente e sullo schermo sono comparse due navi in rada, che ancorate attendono di poter entrare in porto. Un’immagine che ci racconta già quello che l’autore vuole narrare, le storie di uomini di mare, ormai ex, che vivono in una casa di riposo a loro esclusivamente riservata. Con grande delicatezza ma senza celare nulla Legnazzi entra in questa realtà, la conosce nel profondo, la studia e  la propone a metà tra il vissuto quotidiano e la finzione di scene costruite con gli stessi ex marinai. Si scrive una sceneggiatura dove ogni anziano interpreta il suo sogno con gli stessi occhi di quando andava per mare e cioè scrutando l’orizzonte in attesa dell’approdo, anche se consapevoli che la realtà per loro “è un imbarco senza ritorno”. Tante le domande a fine proiezione provenienti dal pubblico presente, dal momento della scelta del tema a quello delle tecniche usate ma sopratutto gli aspetti umani con cui ha dovuto fare un pò i conti. Dopo la pausa la serata è ripresa con “Capo e Croce”  di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni ovvero la realtà e le problematiche vissute dai pastori sardi partendo dalla grande protesta del 2010 seguita, anche nelle sue fasi più dure. I due autori così scelgono di percorrere con loro non soltanto il periodo delle rivendicazioni, che comunque sono iniziate molti anni prima,  ma anche di conoscere approfonditamente questo mondo e soprattutto raccontarlo giorno dopo giorno. Un pò difficile ieri l’inizio del dibattito viste le terribile notizie provenienti da Parigi che non hanno lasciato indifferenti e che sono state menzionate non solo per dovere di cronaca ma soprattutto in rispetto a vite innocenti spezzate. Tornando al confronto con i due registi è stato subito centrato il cuore del loro documentario nato dall’esigenza, forte, di sopperire ad una carenza di informazioni, hanno detto all’unisono. “Volevamo rendere giustizia ad una categoria”. Stasera da non perdere alle ore 19,30 “Gesù è morto per i peccati degli altri” di Maria Arena, storia di transessuali che si prostituiscono nel noto quartiere di San Berillo a Catania, e alle 21,30 “Padrone e sotto” di Michele Cirigliano, viaggio nell’Italia meridionale dove in un bar si fa questo particolare gioco di carte che cela in realtà del piacere di stare insieme tra amici.
Emanuela Volcan

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