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La marcia dei mille per salvaguardare la Pillirina

Quasi mille persone, provenienti da tre province (Siracusa, Ragusa, Catania) per manifestare il proprio senso di appartenenza al Plemmirio. Associazioni ambientaliste, artisti e esponenti del mondo della cultura e soprattutto cittadini, si sono stretti in un abbraccio attorno alla “Pillirina” per chiedere che venga finalmente concluso l’iter di istituzione della Riserva Naturale Orientata “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena”, iniziato ben 11 anni fa e fermo da più di 7.

Come è ormai noto, una sentenza della Corte Costituzionale del 2014 ha dichiarato l’illegittimità della legge siciliana sui parchi e le riserve naturali laddove prevede forme di partecipazione degli enti locali nel procedimento istitutivo diverse da quelle della Legge quadro nazionale[1]. Per rimediare agli effetti di questa pronuncia, occorre che l’Assemblea Regionale Siciliana approvi una piccola modifica alla legge regionale per adeguarla a quella statale.

La situazione della “Pillirina” è però diversa rispetto alle altre aree siciliane in attesa di diventare riserve. Infatti, il 23 aprile 2015, si svolse una conferenza dei servizi indetta dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per acquisire il parere e le osservazioni degli enti locali, con la finalità dichiarata di colmare proprio quella carenza di concertazione non prevista dalla legge regionale e di dare concreta attuazione alle prescrizioni di partecipazione di cui alla sentenza della Corte Costituzionale. In quell’occasione, l’allora Sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, si dichiarò favorevole all’istituzione della riserva, senza proporre osservazioni. Il Libero Consorzio Comunale di Siracusa (ex Provincia Regionale), sebbene regolarmente convocato, non partecipò.

Il 28 aprile del 2015, il Comitato Regionale Protezione del Patrimonio Naturale (CRPPN) rese il proprio parere favorevole.

In seguito al parere favorevole espresso l’8 luglio 2015, dalla IV Commissione Legislativa dell’Ars, con Decreto Assessoriale del 17 Luglio 2015, la Riserva Naturale Orientata “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena” venne inserita nel “Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali”.

In tutti questi anni la politica – a differenza dei cittadini che hanno sempre dimostrato di amarla – sembra essersi dimenticata della “Pillirina” e di tutte le altre riserve siciliane in attesa di essere istituite.

Basta immobilismo! Adesso serve muovere un passo decisivo per dare vita alla riserva naturale e scongiurare interventi edilizi incompatibili con la bellezza dei luoghi. Chiediamo un’assunzione generale di responsabilità da parte della classe politica locale. A cominciare dal Comune di Siracusa che se vuole dare utile ed efficace seguito alle parole pronunciate nei giorni scorso dall’Assessore alla Cultura Fabio Granata, deve chiedere alla Regione Siciliana di concludere immediatamente il procedimento di istituzione dell’area naturale protetta, dichiarandosi disponibile a ribadire, qualora fosse ritenuto necessario, in una nuova conferenza il proprio assenso.


[1] Con sentenza n. 212 del 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale di alcune disposizioni ) della L.R. 98/1981 sulla istituzione dei parchi e riserve nella Regione Siciliana, nella parte in cui stabilivano forme di partecipazione degli enti locali diverse da quelle dettate in sede nazionale (Legge quadro sulle aree protette), il  prevede quale principio fondamentale che la partecipazione delle province e dei comuni al procedimento di istituzione dell’area protetta, si realizzi attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, all’individuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio.  La Regione Sicilia non ha sin qui dettato alcuna nuova norma a seguito di detta pronuncia di incostituzionalità, e senza esito è rimasto anche un disegno di legge presentato nel 2018 per il recepimento espresso dei principi di partecipazione dettati dalla norma statale.

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