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Le tante verità sui tumori: notizie contrastanti e la diffusione dei dati sull’inquinamento approssimativi o “controllati” da soggetti privatiSiracusaLive | SRlive.it
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Le tante verità sui tumori: notizie contrastanti e la diffusione dei dati sull’inquinamento approssimativi o “controllati” da soggetti privati

La premessa che oggi pomeriggio nella Chiesa di San Sebastiano a Melilli ci saranno i funerali di un giovane quarantenne deceduto dopo un lungo e sofferente periodo di degenza nei vari ospedali per aver contratto un cancro. L’ennesimo di una lunga lista senza nomi che continua a crescere ogni giorno.

Cibo spazzatura e inquinamento selvaggio sono i killer della morte immersi nello spazio della moderna società corrotta e individualista, dei consumi a tutti i costi. Le lobby mondiali controllano l’economia, la nascita, la vita e la morte. Il mangiare e i veleni prodotti provocano il cancro, per poi costringere le popolazioni mondiale a comprare le costose medicine e azionare il sistema sanitario per le cure nel tentativo di guarire. Se hai tanti soldi riesce a vivere un tantino di più, altrimenti la fine è anticipata dal profitto, dalla perdita dei valori della vita umana; è il circolo vizioso della vita e della morte nell’era del consumismo senza la regola umana dell’esistenza bella e sorridente e senza la necessaria felicità che dura, di solito, poco, troppo poco.

Nel marzo del 2019 la legge che istituisce la Rete nazionale dei Registri dei tumori è stata approvata all’unanimità e segna un passo importante per la prevenzione ed il controllo dei tumori in Italia. La mancanza di un così rilevante strumento di governo del fenomeno oncologico per tanto tempo in Italia è stato un fatto grave al quale ha da sempre cercato di porre rimedio l’Associazione Italiana Registri Tumori che negli anni ha rilevato dati e prodotto studi sull’incidenza, prevalenza, sopravvivenza, mortalità e, soprattutto, guarigione dai tumori in Italia.

La legge nel dare il giusto riconoscimento al lavoro dei Registri tumori ne mette a sistema la rete territoriale che prima mancava. La sua produzione di dati con rigorosa evidenza scientifica, unitamente al neo-istituito referto epidemiologico, costituiranno gli strumenti di governo dell’azione del Ministro della Salute in ambito oncologico, per la prevenzione ma anche per il controllo e la gestione dell’efficacia delle cure, anche mediante l’integrazione dei percorsi diagnostici e terapeutici su tutto il territorio nazionale.

Un metodo sistema per comprendere meglio il fenomeno tumori, per dominarlo e combatterlo.

La verità nel merito è sempre opinabile, specie per il territorio industriale siracusano che soffre per le mancate bonifiche da oltre mezzo secolo. Nel frattempo abbiamo sommato migliaia di morti e un esercito di sofferenti a rischio tumori. Nella buona sostanza, i residenti nel territorio siracusano, siamo da considerare tutti ammalati cronici e terminali. Per decenni i colossi della chimica e della raffinazione hanno inquinato i corsi d’acqua, le falde acquifere, il mare e la terra nel silenzio istituzionale e generale, stampa amica compresa.

In molti casi il monitoraggio parallelo dei dati sull’inquinamento sono trattati da soggetti privati. Da oltre 70anni i colossi della chimica e della raffinazione hanno vomitato nell’aria circostante gas velenoso, smaltito in un sistema guastato veleni di ogni tipo, residui pericolosissimi della lavorazione industriale, inondando il mare di veleni. E questi è avvenuto sia nel periodo in cui non c’erano le norme di tutela, sia quando il legislatore ha emanato leggi restrittive. Tonnellate di scorie e metalli velenosi, idrocarburi, prodotti chimici e tanto altro ancora, sono state sversate direttamente nel mare della rada di Augusta e che una volta dragati e scaricate al largo nel mare aperto si trovano tracce fino a Portopalo di Capo Passero. Poi ci sono i pozzi dell’acqua potabile contaminati e la falda acquifera inquinata, ma in questo caso nessuno pagherà. I processi in corso andranno in prescrizione matematica. Centinaia di migliaia di persone che quell’acqua avvelenata l’hanno usata per cucinare e bevuta regolarmente, e per un tempo enorme, vivono nell’angoscia di avere contratto qualche grave patologia. Ma per la gravità dei fatti accertati rimane accertato, anche per l’avvelenamento aggravato, che è caduto o cadrà in prescrizione.

Sono stati analizzati nel tempo e più volte i referti, le schede di dimissioni ospedaliere e i certificati di morte, ma la situazione che ne emerge è di un’approssimazione ad orologeria da parte delle istituzioni in connubio con le lobby delle industrie. Bambini e adulti morti di tumore, rifiuti tossici dappertutto, cittadini che vogliono giustizia per i veleni nell’aria, ma non ricevono nemmeno il sostegno dei primi cittadini, dei sindaci dei comuni industriali, dove più di uno sono dipendenti delle raffinerie e altri compari di “fedeltà”; i residenti organizzati in gruppi sono riusciti ad organizzare diverse manifestazioni nei comuni industriali del siracusano contro l’inquinamento selvaggio; ma la risposta è stata il silenzio, anche alla presenza d’incombenze istituzionali dei sindaci che sono i responsabili della salute pubblica.

La buona notizia è che per la prima volta in Italia diminuiscono i casi di tumore: duemila diagnosi in meno in dodici mesi e sopravvivenza in continuo aumento. Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, infatti, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Sono questi i dati più positivi – ma non gli unici – che emergono dalla nona edizione del rapporto sui tumori in Italia presentato nei giorni scorsi a Roma al Ministero della Salute. Nel 2019, infatti, sono stimate 371mila diagnosi (196.000 uomini e 175.000 donne), erano 373mila nel 2018. In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone. Che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% all’anno).

Sono diminuiti i casi di tumore al colon-retto, allo stomaco, al fegato e – solo negli uomini – sia quello alla prostata sia quello al polmone. Il tumore della mammella si conferma il più frequente nella popolazione, in crescita soprattutto nelle aree del Centro-Nord per l’estensione dei programmi di screening e della popolazione target (da 50-69 anni a 45-74): quest’ultimo però non costituisce un fenomeno negativo, perché vengono individuati in fase iniziale e con alte probabilità di guarigione molti tumori che, senza lo screening, sarebbero stati scoperti in stadio avanzato”.

Le cinque neoplasie più frequenti sono quelle della mammella (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49.000), del polmone (42.500), della prostata (37.000) e della vescica (29.700). Continuano ad aumentare il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud). L’incidenza più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti), la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti). La prima causa di morte oncologica in Italia è costituita dal carcinoma del polmone (33.838 decessi nel 2016), seguito da colon-retto (19.575), mammella (12.760), pancreas (12.049) e fegato (9.702). Il tumore del polmone (nel periodo 2003-2014) si conferma il primo big killer e mostra una tendenza in calo negli uomini (-1,6%) e in aumento nella popolazione femminile (+2,2%).

Il trend non è omogeneo. I dati sulla mortalità dei Registri sono falsati da condizioni oggettive e obiettive, tra cui la diagnosi e la cura fatta fuori dai distretti in cui non esistono i registri tumori, la stessa cosa anche dove ci sono, ma non si collegano con un unico terminale nazionale. Infatti, molti ammalati si curano in strutture private fuori dal territorio di residenza. Per questo i dati diffusi se non entrano a regime tutti i Registri tumori non saranno mai veritieri.

Territorio siracusano.

Il Registro tumori dell’Asp di Siracusa ha presentato un nuovo aggiornamento dei dati di incidenza, nuovi casi e mortalità oncologica, analizzando un periodo di 20 anni di mortalità (dal 1999 al 2018) e di 18 anni di incidenza (dal 1999 al 2016).

È stato il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra che ha illustrato la programmazione sanitaria aziendale fondata sui dati epidemiologici del RTP e le relazioni introduttive di Francesco Tisano responsabile del Registro Territoriale di Patologia (RTP) su cenni storici del RT e uso dei dati e di Marine Castaing dirigente statistico del RTP sulle metodologie statistiche utilizzate per l’aggiornamento, ad illustrare e commentare i dati aggiornati è stato il direttore sanitario dell’Asp di Siracusa Anselmo Madeddu, nonché responsabile scientifico dell’area siracusana del RTI (Registro Tumori Integrato). E’ intervenuto da Palermo, in collegamento skype, il dirigente responsabile del Servizio 9 Sorveglianza ed Epidemiologia valutativa del Dasoe dell’Assessorato regionale della Salute Salvatore Scondotto.

Il Registro Territoriale di Patologia dell’Asp di Siracusa, istituito con la legge regionale n. 1 del 1997, è in staff alla direzione generale dell’Azienda.

Dal 2007 è uno dei circa 300 registri internazionali che con l’accreditamento dei propri dati ha contribuito alle ultime tre edizioni della prestigiosa pubblicazione Cancer Incidence in Five Continents della IARC (International Agency of Research on Cancer) di Lione, organizzazione dell’OMS per la ricerca sul cancro; inoltre dal 2008 è uno dei Registri italiani accreditati dall’AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori).

Il RT della provincia di Siracusa si pone l’obiettivo di fornire i dati epidemiologici riguardanti la patologia tumorale nell’intera provincia poiché essi costituiscono la base per la programmazione di interventi sanitari preventivi, diagnostici e terapeutici, ma anche per la programmazione e l’organizzazione dell’offerta sanitaria aziendale. I dati del Registro sono inoltre utilizzati da diversi enti regionali, nazionali e internazionali per studiare le cause e/o fattori di rischio di alcuni tumori, per valutare l’eventuale impatto di stili di vita, fattori sociali o ambientali nonché per valutare l’efficacia dei programmi di screening.

Un primo dato provinciale, di prevalenza, è che alla data del 01/01/2017, 6.824 uomini e 7.215 donne residenti risultavano vivi dopo aver avuto una diagnosi di tumore nell’arco temporale 1999-2016.

Il territorio in studio è stato non solo la provincia di Siracusa ma anche i singoli 21 comuni della provincia oltre che particolari raggruppamenti territoriali della provincia quale il SIN di Priolo (costituito dai 4 comuni di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa) e l’area ad elevato rischio di crisi ambientale (SIN e i 2 comuni di Floridia e Solarino). Sono stati elaborati esclusivamente Tassi Standardizzati per età sulla popolazione Europea (TSE) perché i tassi grezzi non tengono conto del continuo aumento dell’Indice di Vecchiaia.

INCIDENZA

Rispetto alla provincia di Siracusa (TSE 396,8), nei maschi il SIN di Priolo (430,1) e l’area a rischio (416,3) presentano tassi di incidenza del totale dei tumori esclusa cute non melanomatosa più alti, con una differenza statisticamente significativa. Il dato provinciale è comparabile a quello regionale (391,0), mentre è significativamente più basso di quello italiano (473,9).

Nelle femmine i tassi di incidenza del SIN di Priolo (313,9) e dell’area a rischio (307,7) sono comparabili a quelli della provincia di Siracusa (299,1), mentre quest’ultima ha un TSE significativamente inferiore a quello della regione (312,9) e dell’Italia (346,1).

Mentre l’incremento di incidenza nella provincia (valutato con l’APC o cambio percentuale annuo, APC=+3,0%, IC95%=[0,7; 5,3]) tra le donne è in linea con quello osservato nel Sud Italia, ma in controtendenza con quello italiano (stabile) ed è attribuibile agli aumenti del tumore del polmone (effetto delle crescenti abitudini al fumo), della mammella (effetto di anticipazione diagnostica dello screening) e della tiroide (aumento degli esami diagnostici), la stabilità osservata tra i maschi (APC=+0,7%, IC95%=[-5,8; 7,6]), è in “ritardo” rispetto al trend nazionale, dove è già in calo, grazie al minore carico di tumore del polmone e della prostata.

Riguardo alle singole sedi più frequenti, in provincia di Siracusa, il tumore del colon-retto mostra un lieve aumento non statisticamente significativo sul periodo nei maschi e una lieve riduzione non statisticamente significativa nelle femmine; il tumore del polmone come già detto diminuisce in modo non statisticamente significativo nei maschi ed aumenta nelle femmine in maniera statisticamente significativa; il tumore della mammella femminile mostra un trend in aumento (statisticamente significativo); il tumore della prostata aumenta senza che l’incremento però raggiunga la significatività statistica; il tumore della vescica come per il polmone diminuisce nei maschi ed aumenta nelle femmine; il tumore tiroideo aumenta in entrambi sessi (al limite della significatività statistica negli uomini). Solo per la sede prostata, il SIN Priolo ha mostrato un tasso significativamente più alto rispetto alla provincia di Siracusa.

MORTALITA’

Riguardo la mortalità, nei maschi il tasso standardizzato sulla popolazione europea per il totale dei tumori esclusa cute non melanomatosa del SIN Priolo (210,3) è significativamente più alto rispetto alla provincia (197,3), mentre l’area a rischio (206,9) mostra valori comparabili. Come per l’incidenza, anche per la mortalità il tasso provinciale è comparabile a quello regionale (199,0), mentre è significativamente più basso di quello italiano (217,9). Nelle femmine i tassi del SIN (118,8) e dell’area a rischio (117,1) presentano valori comparabili alla provincia (114,9) e il tasso provinciale è in linea con quello regionale (116,8) e significativamente inferiore a quello nazionale (123,9). Nella provincia di Siracusa si evidenzia per i maschi, come in Italia, un trend di mortalità in diminuzione anche se non significativo (APC=-1,0%, IC95%=[-2,9; 0,9]), mentre aumenta nelle femmine anche se non in maniera statisticamente significativa (APC=+1,8%, IC95%=[-2,4; 6,2]), dato diverso a livello nazionale dove è già in leggera diminuzione la mortalità.

I dati elaborati dal RTP, in conclusione, confermano la necessità che si avviino al più presto i previsti interventi di bonifica ambientale, saranno da oggi a disposizione sul sito dell’Asp di Siracusa e saranno utilizzati per la prossima programmazione degli interventi sanitari che l’Azienda metterà in campo nel settore della cura e della prevenzione delle malattie oncologiche.

La nostra è una terra martoriata da incuria, abbandono e degrado. Ancora oggi si registra una forte contrapposizione tra i soggetti che a vario titolo, e non sempre sostenibile, dicono la loro, e non mancano le perplessità e i nodi da sciogliere. Un diritto per le popolazioni delle zone è di poter contare su una vita normale; ma questo qui, nell’inferno sulla terra, è negato e non sarà possibile.
Concetto Alota

 

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