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Lettera di Legambiente al ministro Cingolani: abbattere l’ex EspesiSiracusaLive | SRlive.it
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Lettera di Legambiente al ministro Cingolani: abbattere l’ex Espesi

Il circolo territoriale di Legambiente Priolo, Floridia e Solarino ha scritto, tra gli altri, al ministro per l’Ambiente, Cingolani, sostenendo essere ormai improrogabile la bonifica della penisola Magnisi con la demolizione del capannone ex Espesi. Gli ambientalisti fanno notare conme un programma di intervento e di bonifica e per l’eccessiva presenza di aree contaminate interne ed esterne agli stabilimenti industriali, è stata dichiarata Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale)nel 1989 e  Sito di Interesse Nazionale (SIN) ai fini della bonifica nel 1998. “Dichiarazioni – affermano gli ambientalisti – che avrebbero richiesto interventi efficaci ed urgenti di risanamento, di bonifica e di depotenziamento dei rischi ma che, ad oggi, sono rimaste vane dichiarazioni di intenti che quasi nulla hanno prodotto”.

Uno degli interventi proposto da Legambiente già nel 1994 ed inserito nel Piano di Risanamento Ambientale approvato il 17 gennaio 1995, è la “Riqualificazione della Penisola di Magnisi” che prevede la bonifica del sito e l’abbattimento delle fatiscenti strutture della vecchia fabbrica di bromo  Espesi,dismessa negli anni ’70, costruita sull’istmo, sopra un  tratto sabbioso di spiaggia e sotto i 150 metri dalla battigia, addirittura a meno di 30 metri,  sopra una porzione di territorio dell’area archeologica di Thapsos. Anche nell’Accordo di Programma per la bonifica di Priolo del 2008 (smarrito, ritrovato, rafforzato, ma sempre inattuato) si richiama e ribadisce l’intenzione della bonifica e della riqualificazione della Penisola.

Legambiente è convinta che per la bonifica e la riqualificazione di Magnisi e per la tutela del sito archeologico di Thapsos, è indispensabile e doveroso procedere ad abbattere l’ecomostro della ex fabbrica Espesi e rimuovere macerie e contaminanti. Lo abbiamo chiesto più volte in questi decenni inutilmente trascorsi e restiamo fermamente contrari al progetto di tenere in piedi sull’istmo e sull’area archeologica questo ecomostro che si vuole ricostruire e trasformare in un centro visite per la Riserva Saline di Priolo.

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