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Morte del maresciallo Gioia, il marito indagato per omicidio colposo

Non più istigazione al suicidio ma omicidio colposo. Questa la nuova qualificazione dell’ipotesi di reato contestata dalla Procura di Siracusa a carico dell’ispettore di Polizia, Francesco Ferrari, per la morte della moglie, il maresciallo dei carabinieri, Licia Silvia Gioia, avvenuta la notte del primo marzo nella villetta di contrada Isola. A riformulare il capo d’imputazione è stato il pubblico ministero Marco Di Mauro, che sta coordinando le indagini. Il magistrato si è convinto a muovere questa nuova accusa alla luce del lungo e articolato interrogatorio reso dall’indagato qualche settimana addietro.

Ed è sotto questa nuova prospettiva che la difesa di Ferrari, rappresentata dall’avv. Stefano Rametta, aveva sollecitato al pm la richiesta di un incidente probatorio, richiesta poi accolta dal gip del tribunale aretuseo, Carmen Scapellato, che ha disposto una perizia balistica, affidandola a tre consulenti tecnici, già all’opera. “Non c’è nulla di clamoroso o sconvolgente perché nei termini pratici non cambia nulla – afferma l’avv. Rametta – prima dell’incidente probatorio, il magistrato si è fatta una propria idea sulla configurazione del reato ritenendo non aderente la condotta del mio assistito con quella dell’istigazione al suicidio. Il pm, dalla dinamica che finora è emersa, ha ipotizzato il tentativo del marito di evitare che la donna desse seguito alle proprie intenzioni. Resta il fatto che l’incidente probatorio lo abbiamo chiesto noi proprio per fugare ogni dubbio su quanto raccontato fino ad oggi dal mio assistito in ordine agli avvenimenti di quella notte nella camera da letto dei due coniugi”.

Anche per l’avv. Aldo Ganci, che difende i familiari del carabiniere, la riformulazione del capo d’accusa nei confronti di Ferrari poco o nulla cambia. “La configurazione dell’omicidio colposo in luogo dell’istigazione al suicidio rientra sempre in un caso di rilevante gravità penale”.

L’attenzione adesso si sposta al 10 luglio quando è stata fissata l’udienza preliminare nel corso della quale è previsto il deposito della perizia balistica. Il consulente del giudice per le indagini preliminari, prof. Domenico Compagnini, perito balistico, che sarà coadiuvato da Alessio Plebe, ha già eseguito un sopralluogo nella villa di contrada Isola, e nella camera da letto dove la notte del primo marzo si è consumata la vita del maresciallo Gioia. Dovrà studiare le traiettorie dei proiettili e verificare se la dinamica degli eventi sia compatibile a quella descritta dal marito del sottufficiale dei carabinieri, l’unico a essere presente in camera al momento della tragedia.

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