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Non vigilò sulla figlia minorenne che ebbe rapporti sessuali: assolta la madre

Aveva avuto rapporti sessuali con diversi ragazzi che sono tutti finiti sotto processo perché, all’epoca dei fatti, la ragazzina aveva appena 13 anni. Nei guai è finita anche la madre della minore, accusata di non avere vigilato sulla ragazzina. A distanza di dodici anni, il processo si è concluso con l’assoluzione sia per la madre sia per due dei quattro imputati, che avevano scelto di essere giudicati con il rito ordinario. 

La vicenda risale al 2009 quando la ragazzina, che oggi vive al Nord Italia, avrebbe avuto rapporti sessuali con giovani di Avola e con un ragazzo di Augusta. Non appena emersa, la vicenda è finita sul tavolo della Procura di Siracusa, che ha delegato le indagini ai carabinieri. L’attività investigativa, che si è concentrata su intercettazioni telefoniche e ambientali, al culmine della quale, i carabinieri hanno denunciato cinque persone (tre avolesi e un augustano), tra le quali la madre che, in una prima ipotesi, sembrava fosse responsabile di concorso morale e, quindi, sembrava consensiente rispetto ai rapporti allacciati dalla tredicenne. La donna di 53 anni, però, si è sempre protestata innocente, non potendo essere sempre presente nelle attività della figlioletta. Ha riferito che, in assenza del marito, era costretta a lavorare per mantenere i suoi cinque figli, non avendo il tempo di esercitare un controllo assoluto su di loro. 

Fu la tredicenne a confermare agli inquirenti con chi avrebbe avuto i rapporti sessuali e per tale motivo la madre e i quattro ragazzi finirono davanti al giudice. Mentre due di loro hanno preferito chiudere la partita con la giustizia ricorrendo, uno al patteggiamento, l’altro al rito abbreviato, rimediando condanne di entità lievi, al punto da godere della sospensione condizionale della pena, la madre e gli altri due ragazzi sono stati rinviati a giudizio e processati davanti al tribunale in composizione collegiale. 

Il pubblico ministero, Carlo Enea Parodi, a conclusione della requisitoria, aveva sollecitato al collegio giudicante, presieduto da Carla Frau, a latere Liborio Mazziotta e Martina Belpasso, un verdetto di assoluzione per insufficienza di prove nei confronti della madre, la condanna a tre anni per il 36enne augustano, e a due anni e mezzo per il 31enne avolese, anche sulla scorta della conferma delle accuse avanzate dalla ragazza nell’istruttoria dibattimentale. Il tribunale ha, quindi, prosciolto la madre perché il fatto non sussiste e ha assolto anche gli altri due imputati per essere venuta meno la condizione di procedibilità. In buona sostanza, siccome la madre, da imputata, non poteva costituirsi parte civile, è venuta a mancare la querela, condizione necessaria perché l’azione penale fosse esercitata. 

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