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Noto, applausi per il mercante di Venezia di Albertazzi

Nonostante il maltempo, che qualcuno è riuscito a scoraggiare, grande accoglienza ieri sera ad un pezzo della storia del teatro italiano, Giorgio Albertazzi, straordinario interprete di Shyloch, usuraio ebreo dell’intramontabile “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare, per la regia di Giancarlo Marinelli. Nella stagione classica del Teatro “Tina Di Lorenzo” un prezioso gioiello che ha avuto in Albertazzi la punta di diamante, ma in tutto il gruppo di attori, primo fra tutti Franco Castellano, appunto il mercante Antonio, grandi interpreti di una storia attuale. Il mondo è un palcoscenico, dice il mercante Antonio in una delle prime scene, e come dargli torto. E da qui inizia la storia dove c’è l’amore, e i soldi, l’amicizia e le infinite lotte tra religioni; il tutto raccontato attraverso le fitte trame shakespeariane che catturano lo spettatore sino all’incredibile finale a sorpresa. Tutto sembra ruotare intorno alla storia tra il giovane, bello ma squattrinato Bassano e la ricca ereditiera, ma molto intelligente, Porzia; ella andrà, però, in sposa a chi supererà un inusuale prova. Per partecipare al pegno d’amore a cui è stata costretta dal padre morto, Bassano ha bisogno di tanti soldi che chiede all’amico, ricco, Antonio, un maturo mercante veneziano che ha le navi coi preziosi carichi ancora in mare e che, dunque, si vede costretto a chiedere i tremila scudi all’usuraio ebreo Shyloch. Raccontava il suo tempo Shakespeare ma nei suoi scritti qualcuno ci vide il seme del razzismo. Ecco che l’asse del racconto si sposta sugli asti mai sopiti tra Antonio, cattolico, e Shyloch, ebreo; un aspro confronto nel quale quest’ultimo pensa di averla vinta fino alla scena finale quando è proprio Porzia a risolvere la “vessatia quaestio” con un’intelligentissima lettura della legge a cui proprio Shyloch si era appellato per avere il proprio tornaconto. Non aspettatevi, però, il “tutti vissero felici e contenti”, perchè non sarà così. La compagnia, che ha fatto il pienone ogni sera a Roma, prima di giungere a Noto, adesso si trasferirà al Teatro Massimo di Palermo dove replicherà fino a domenica 1 marzo. Al “Tina Di Lorenzo”, invece, si tornerà giorno 28 febbraio con “Il Contrabasso” di Patrick Suskind, diretto ed interpretato da Davide Sbrogiò con Antonio Aiello, al contrabasso. Ma ricordiamo che dopodomani, venerdì 20, ci sarà un nuovo appuntamento con il Cinema al Teatro; pellicola scelta è l’intenso Anime Nere di Francesco Munzi, storia di tre fratelli, figli di pastori, vicini alla ndrangheta e della loro anima scissa.
E.V.

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