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Noto, filosofia per bambini nell’appuntamento con Kairos

E’ iniziata domenica l’edizione 2018 di Kairos, personaggi, storie, luoghi, incontri della spiritualità, organizzato dall’Associazione Le rotte di Ulisse con il patrocinio del Comune di Noto e della Regione SicilianaAssessorato al TurismoSport e Spettacolo. Sul tema “Quale identità?” si è svolta una Lectio Magistralis di Giulio Giorello, dell’Università di Milano, la settimana proseguirà con la conferenza di Paolo Bellini su “Identità, linguaggi politici e cittadinanza“, moderatrice Corrada Fatale, venerdì 23 febbraio in Sala Gagliardi alle ore 18, e la presentazione del libro “Caterina della notte” di Sabina Minardisabato 24 alle ore 18 nelSalone di Palazzo Nicolaci. Appuntamento da segnalare è quello della prossima settimana, precisamente, martedì 27 alle ore 18 in Sala Gagliardi, con “P4C: soggetti in gioco nella comunità di ricerca“, acronimo di Philosophy for Children,bambini di scuola dell’infanzia e scuola primaria, ma anche di Philosophy for Community. Relatori saranno Silvia Bevilacqua, che ha una lunga esperienza di pratica filosofica con la comunità di Don Gallo, e Pierpaolo Casarin, moderatrice Nelluccia Mancarella che dallo scorso anno ha attivato questa pratica con i piccoli alunni di due prime classi della scuola primaria ottenendo dei risultati stupefacenti. “Matthew Lipman, docente di logica della Columbia University, aveva notato che le capacità di ragionamento dei suoi studenti (che non si erano mai accostati alla filosofia e al ragionamento filosofico) non erano sufficientemente sviluppate – ci spiega Nelluccia Mancarella- quindi mise a punto un programma di potenziamento, ideato e supportato dal pensiero di autori come Lev Semënovič Vygotskij, Jerome Bruner e John Dewey, che a partire dagli anni Settanta divenne un vero e proprio movimento educativo, e assunse presto dimensioni mondiali: la Philosophy for Children, che vede nell’I.A.P.C. (Institute for the Advancement of Philosophy for Children) il suo centro nevralgico. Oggi possiamo parlare non di un semplice programma o metodo ma un vero e proprio “movimento educativo” che riceve sempre maggiore attenzione presso la comunità scientifica e non solo. Gli alunni che praticano la “P4C” sono chiamati a riflettere sulle operazioni e gli strumenti del pensiero, attraverso una spinta al ragionamento che viene praticata durante le sessioni di lavoro. Un metodo che sostanzialmente educa a pensare, e, inoltre, imparano ad ascoltarsi, abilità andata sempre più smarrita anche questa, e a mettere in relazione le loro idee con quelle di altro da sé”.

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