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Noto, Terranova: “Quali gravi motivi per istituire la commissione?”

Dopo la richiesta da parte di dieci consiglieri comunali dell’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla gestione dei settori Turismo e Cultura; la stessa ha dapprima incassato l’intervento pubblico del Sindaco Corrado Bonfanti, e proprio ieri del locale circolo del PD. Oggi è sembrato opportuno riferire gli interventi ufficiali dei due Assessori “in graticola”, e cioè il vice Sindaco Frankie Terranova, al Turismo e Spettacolo, e Cettina Raudino, Assessore alla Cultura, ed anche Sito Unesco, Pari Opportunità, Pubblica Istruzione e Università, Legalità. “In relazione alla richiesta da parte di alcuni consiglieri comunali di istituire una commissione d’inchiesta consiliare per fare chiarezza nei settori turismo e cultura del Comune di Noto, ritengo importante fare alcune considerazioni dato che dall’inizio dell’amministrazione Bonfanti sono titolare della rubrica del Turismo e condivido comunque le scelte operate dall’amministrazione anche in altri settori. – esordisce il vice Sindaco Terranova- Premetto subito che sono favorevole all’approfondimento delle ragioni e delle scelte operate in questi anni e dunque plaudo all’iniziativa dei consiglieri di opposizione, che interpretando al meglio il proprio ruolo di “controllori” e pungolo dell’amministrazione, hanno firmato la richiesta. Ciononostante sarebbe stato opportuno, oltre che corretto sulla base del regolamento, indicare i “gravi” motivi che hanno portato a tale determinazione e non limitarsi ad una generica denuncia di “comportamenti che ledono i principi di buona amministrazione”  (quali?); inoltre ricordo ai consiglieri firmatari che tutti gli atti prodotti sono assolutamente pubblici (ogni cittadino li trova sul sito web del comune) e che gli stessi consiglieri hanno fra le loro prerogative proprio il controllo degli atti che vengono loro regolarmente trasmessi attraverso i capigruppo ogni settimana. Comunque mi ha sorpreso leggere tra i firmatari nomi di consiglieri che fino a qualche giorno fa plaudivano all’operato del settore turismo e oggi sono in prima linea in una battaglia che mette completamente in discussione l’attività portata avanti.
Credo che sia assolutamente fuorviante per l’opinione pubblica parlare di “commissione d’inchiesta”: gli atti sono da sempre in loro possesso per cui se avessero ravvisato qualche comportamento non conforme avrebbero potuto denunciarlo alle autorità competenti, viceversa è assolutamente legittimo, e rientra anzi nelle prerogative di un buon consigliere di opposizione, la discussione e la dialettica politica sulle scelte operate e i risultati raggiunti.
In ogni caso se l’iniziativa potrà portare ad un dibattito serio e costruttivo sul modello di sviluppo che stiamo realizzando (e credo con risultati importanti) per questa Città sarà un buona occasione per tutti e soprattutto per la nostra Città.
Avremo modo di tracciare un bilancio dell’operato svolto e chiarire il rapporto tra risorse investite e risultati raggiunti cosi che i Cittadini possano giudicare. (bilancio che tra l’altro è stato tracciato già per due volte in questi anni attraverso iniziative pubbliche proprio sull’argomento; iniziative a cui anche i consiglieri erano stati invitati!)”. Sin qui l’Assessore Frankie Terranova, altrettanto preciso e circostanziato l’intervento dell’Assessore Cettina Raudino: “Per prima cosa è bene ricordare che il mio operato incarna un progetto e discende dalla visione di politiche culturali di questa amministrazione che individua programmaticamente nella Cultura nel Turismo i cardini della crescita economica della città di Noto. Ed è chiaro che tali cardini per funzionare e per avere ricadute sensibili richiedono un investimento economico. L’azione di un assessore rappresenta un esecutivo che non si pone più, a differenza di vecchi modelli del passato, quale erogatore di denaro pubblico per l’intrattenimento culturale, il panem et circenses che taluno a volte tira in ballo, impropriamente in questo caso, che accontenta le bocche giuste allo scopo di tacitarle. In altre parole la funzione di chi è in questa cabina di regia diventa quella di tracciare le linee guida all’interno delle quali materialmente si inseriscono proposte culturali ed artistiche aderenti a tale solco. Si fanno scelte, si dicono dei no, per ragioni economiche o per valutazioni di adeguatezza di un tema rispetto al piano delle politiche culturali, o come più spesso accade, si dialoga con le associazioni proponenti per condividere le intenzioni e gli obiettivi, se è possibile trovare una convergenza, per meglio indirizzare. Si concorda il piano economico e si verifica la trasparenza nella rendicontazione. Talvolta poi si cercano attivamente progetti coerenti al modello, si invitano artisti, intellettuali, associazioni che lo possono ben rappresentare e veicolare attraverso la loro visibilità, notorietà, competenze specifiche. L’opposizione può, come è ovvio, non essere d’accordo (e non lo è per definizione) ma si tratta di scelte di politiche culturali che non possono essere condizionate dalla pressione che questa vorrebbe esercitare. Si rimanda al momento del voto la possibilità di cambiare indirizzo. Si può essere non d’accordo sull’investimento e sul metodo che evidentemente non accontenta tutti. E questo è un fatto politico.  Non concordare sul quanto, sul perché e sul chi. Altra cosa è l’aspetto gestionale, amministrativo, cioè il come, di cui a rendere conto sono gli uffici della cui efficienza e correttezza per fortuna non dubitiamo, ma che evidentemente, in caso di inadempienze o illeciti sono chiamati a rendere conto. Perciò non si comprende l’oggetto dell’inchiesta dato che gli stessi atti sono immediatamente disponibili e trasparenti e i consiglieri ne hanno sempre potuto avere accesso, così come tante sono state le occasioni in cui poter manifestare la loro preoccupazione. Da segnalare ai cittadini anche la posizione di chi fino a ieri in maggioranza condivideva le scelte di questa amministrazione, di questo settore in particolar modo e adesso è fra i firmatari di una commissione d’inchiesta.  Chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui soldi spesi dal settore Turismo e Cultura è ovviamente una faccenda solo politica. Ben venga però l’esercizio di questa prerogativa consiliare: servirà a dissipare eventuali dubbi nei cittadini e a rendere merito al nostro operato”. E stasera intanto si torna in aula consiliare per la convocazione in sessione urgente del Civico Consesso, dalle ore 18 si parlerà di partecipazione all’Expo 2015 di Milano.

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