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Omicidio Leone, letto il testamento della vittima

E’ stato reso noto il contenuto del testamento rinvenuto nell’appartamento al sesto piano del palazzo di piazza della Repubblica, dove il 3 aprile scorso si è consumato l’omicidio della professoressa Elvira Leone. Il documento è stato aperto e letto dal notaio Alessia Di Trapani alla presenza del fratello della vittima e del sostituto procuratore Antonio Nicastro, che sta coordinando le indagini sull’omicidio dell’anziana. La professoressa Leone ha destinato il suo appartamento con gli arredi, l’automobile, i gioielli e un conto corrente bancario all’istituto Sant’Angela Merici di Siracusa, fondata da monsignor Gozzo, che si occupa di assistere i ragazzini con disagio sociale. Un legato testamentario riguarda il fratello della donna, uno padre Staffile e un altro ancora alcune sue amiche.

Il testamento è stato rinvenuto dagli investigatori del Ris dei carabinieri di Messina, che hanno eseguito approfondite indagini all’interno dell’appartamento dove si è consumato l’assassinio della donna. Le indagini procedono parallelamente. I carabinieri stanno scavando sul recente passato della vittima, atteso che sarebbe stata lei ad aprire la porta per fare entrare i suoi assassini dentro casa. L’insegnante in pensione dell’istituto nautico è stata strangolata con il cavo elettrico di un abat-jour. Ci avevano provato prima infilandole un sacco di plastica in testa, dimostrando che il loro obiettivo sarebbe stato quello di far tacere per sempre l’anziana. Forse, la sua condanna a morte è stata decisa perché la vittima sarebbe stata in grado di identificare i rapinatori. Siamo, però, nel campo delle ipotesi investigative, che i carabinieri stanno vagliando per trovare la soluzione al mistero dell’assassinio di Elvira Leone.

 

 

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