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Ostello della gioventù, opera finita e già in abbandono

“L’estate è ormai alle porte e l’Ostello della gioventù resta chiuso con le conseguenze nere in termini di potenzialità turistiche e immagine di Siracusa”. Lo sostiene il presidente del consiglio di circoscrizione Belvedere, Enzo Pantano, il quale punta il dito contro la pubblica amministrazione.
La struttura è stata di recente ristrutturata da parte dell’ex Provincia regionale di Siracusa, oggi Libero consorzio comunale, ma è rimasta chiusa per ragioni burocratiche e amministrative che provocano ritardi e rendono in condizioni di oblio l’Ostello della Gioventù di Belvedere. Si tratta di un’opera che la nostra circoscrizione e Siracusa tutta aspetta da oltre 20 anni e che rappresenta un simbolo di Belvedere e una occasione fondamentale di rilancio economico legato al turismo perché si trova a pochi passi dal sito archeologico del Castello Eurialo. Su quest’ultimo monumento si sono riaccesi i riflettori dell’amministrazione regionale dopo gli appelli per la sua  manutenzione ma certo non basta ripulire dalle erbacce il Castello Eurialo per dare il via a un turismo culturale degno di questo nome: occorrono servizi, cure quotidiane, manutenzione ordinaria e strutture a corredo. In questo contesto, certo, l’Ostello della Gioventù rappresenta un’opera fondamentale sulla quale occorre fare chiarezza una volta per tutte.

“Restaurare la struttura e lasciarla chiusa significa danneggiare parte del lavoro fatto. La comunità di Belvedere chiede quale sia il destino dell’Ostello e quando potrà aprire le sue porte non solo ai turisti ma anche alla città ospitando eventi e manifestazioni come era nelle intenzioni dell’amministrazione provinciale – dice Pantano -Il nostro auspicio agli enti pubblici coinvolti è quello di valorizzare, ma seriamente e senza proclami, questa zona della città di Siracusa ricca di storia e potenzialità ma dove mancano i servizi turistici primaria nonostante la presenza di un sito archeologico di fama mondiale qual è il Castello Eurialo e le Mura Dionigiane”.

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