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Pachino, omicidio Forestieri: in stato di fermo tre personeSiracusaLive | SRlive.it
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Pachino, omicidio Forestieri: in stato di fermo tre persone

Tre persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto perché ritenute responsabili dell’omicidio di Paolo Forestiere, avvenuto sabato sera a Portopalo. I poliziotti del commissariato di Pachino hanno fermato gli avolesi Luca Matarazzo di 23 anni, Fabrizio Di Pasquale di 24 e Enrico Dimaiuta di 23 tutti residenti a Pachino. Le manette sono scattate alle prime ore del mattino, a seguito di attività investigativa complessa coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa e svolta dagli agenti di Polizia del Commissariato di Pachino.

L’omicidio si è verificato intorno alle ore 23 di sabato scorso a Portopalo presso il ristorante la Taverna dei due Mari, in via Maucini. Trasportato d’urgenza a mezzo ambulanza al nosocomio di Avola, il giovane è deceduto durante il trasporto. Il Forestieri alle 22.40 circa,  si era recato a bordo di una Fiat Punto, guidata dalla madre, presso il locale ove era in atto un concerto neomelodico e la festa di compleanno della convivente. Sceso dall’autovettura, in corrispondenza dell’ingresso del locale, è stato colpito con arma da fuoco da ignoti che si dileguavano, a bordo di un’autovettura. La madre del giovane, rimasta in auto, uditi gli spari accorreva in suo soccorso constatandone lo stato agonizzante. La stessa, colpita di striscio da schegge di vetro, colta da malore è stata trasportata all’ospedale di Noto. A coordinare le indagini il sostituito procuratore Grillo. Personale di Scientifica, ha verificato che era stato utilizzato un fucile, ponendo in sequestro 2 borre rinvenute all’interno dell’auto. Il medico legale verificava il colpo mortale inflitto al Forestieri all’altezza della regione lombare sinistra. L’evoluzione investigativa, conduceva , di lì a poco, gli operatori di polizia al sequestro dell’auto, utilizzata per compiere il delitto ovvero una Toyota Yaris. Messi alle strette, i tre hanno confessato l’accaduto. Alla base del gesto, l’astio tra gruppi rivali e la contesa del monopolio dell’attività criminosa sul territorio pachinese.

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