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Palazzolo, i sindaci affrontano il problema del mattatoio

Il Commissario straordinario della Provincia regionale oggi Libero Consorzio Comunale, dott. Giovanni Corso, ha incontrato i Sindaci dei Comuni della zona montana per affrontare la questione riguardante la gestione del frigomacello comprensoriale di Palazzolo Acreide. Si è trattato di un incontro interlocutorio e il dott. Corso si vedrà nuovamente con gli amministratori dei Comuni montani nei prossimi giorni, per concordare i contenuti della Convenzione da sottoscrivere per la gestione del frigo macello Palazzolo. La struttura è inserita tra le infrastrutture del patto territoriale per l’agricoltura e dal fatto che l’opera stia per essere avviata. Maggiori delucidazioni sulle procedure di gestione, che devono essere certe e contestuali e da stabilire prima della consegna definitiva. Ma occorre anche pensare ad un adeguato servizio di vigilanza, in quanto, senza titolarità e criteri di gestione, l’opera è a forte rischio di vandalismi. “In vista dell’avvio dell’opera con un percorso amministrativo ancora non definito, i sindaci chiedono di conoscere le modalità di gestione o eventuali motivi ostativi che ne impediscono l’iter amministrativo”.

Un’occasione quella della seduta aperta al pubblico per riaccendere i riflettori su sull’impianto di zona Timponazzo. L’opera prevede una struttura adeguata alle normative comunitarie con due linee di macellazione: una per bovini ed equini e l’altra per suini, agnelli e capretti. Al suo interno dovrebbero sono installate delle celle frigorifere che consentiranno la refrigerazione e lo stoccaggio delle carni prima della vendita Un’opera importante per il territorio, finanziata nel 2011 dal patto territoriale per l’agricoltura “Val d’Anapo” per 3 milioni di euro oltre a un co-finanziamento dell’allora provincia regionale che ha permesso alla ditta appaltatrice di lavorare celermente, senza interruzioni e di ultimare si spera nei tempi previsti la struttura.

L’apertura e la corretta gestione del frigo macello potrebbe certamente ridare respiro a molti allevatori della zona, che potrebbero diversificare sia il prodotto, ma anche i mercanti di riferimento.

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