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Siracusa, politica, lettere anonime, giornalismo deviato, falsi scoop, affari e inchieste

Assistiamo ogni giorno agli attacchi delle diverse anime del potere siracusano. I motivi che stanno dietro a questi veleni pilotati, sono le stesse ragioni che stanno dietro alla creazione di un piano di tutta la strategia della vendetta per il passato carico di veleni al Tribunale di Siracusa, con tante accuse e minacce ancora non del tutto dimenticato per i forti danni subiti dai contendenti. Lo scopo è di creare uno scudo difensivo e uno d’attacco. Una situazione di tensione tra diversi poteri: avvocati, magistrati e politici, dove si aggiunge il giornalismo deviato con falsi scoop ad effetto, dove le notizie sarebbero di primo acchito il frutto di una falsa pista fatta di polpette avvelenate per irrompere nella scena pubblica con un depistaggio calcolato e scientificamente pianificato. Interessi e contro interessi fino a scomodare i collaboratori di giustizia e financo la Commissione Antimafia, oltre alla magistratura ordinaria e la Direzione distrettuale antimafia che sono coinvolti loro malgrado, dove anche il ruolo istituzionale è alterato dai veleni riflessi. Si alimentano retorica, menzogna, passione e stupidità, che aboliscono ogni pensiero critico, ogni intelligenza che separa noi stessi dalle nostre stesse vite, dalla consapevolezza che abbiamo delle cose care che ci circondano. Mettere in dubbio questa egemonia mediatica che nasconde e, a volte, distrugge la trama stessa della realtà o interrompere, con una domanda, con qualche ricordo il racconto affascinato del mondo meraviglioso e falso che si sta creando intorno a noi attraverso il Web.

Una strumentalizzazione con un comportamento che non nasconde per niente il desiderio di annientare il nemico, con dichiarazioni ai media e conferenze stampa mirate e tanta malignità trasversale. Un conflitto che giustifica un controllo del potere temporale delle lobby in campo e dei tanti interessi milionari che ruotano attorno al girone infernale della politica, in contrasto con la Giustizia, dove a sua volta insistono interessi diffusi coperti in forme diverse. Le motivazioni sono da legare fondamentalmente alla “guerra fredda” che insiste all’interno dei gruppi-lobby politici siracusani, vissuta in maniera particolarmente forte, ma anche al passato, dove almeno 130 persone sono invischiate a vario titolo nei vecchi e nuovi veleni.

Questa generale condizione ha fatto ricorrere i protagonisti a rimedi oltremodo strani e pericolosi, fino a creare una specie di sette contrapposte e logge privatistiche. La stessa cittadinanza è venuta a tacita convenzione con i vari poteri in lotta, formando gruppi di protesta ma anche tanti seguaci e sostenitori, coinvolgendo attraverso i Social network, la pubblica opinione. L’argomento è comunque particolarmente delicato, sia perché si presta a ovvie speculazioni politiche, sia perché nulla si può distinguere tra lecito ed illecito nell’azione dei vari “gruppi. E non a caso si sono registrati spesso ostacoli alla normale vita della collettività siracusana da depistaggi, inquinamenti di prove e apposizioni preparati ad arte che hanno portato scompigli e confusione, anche per mezzo di esposti in tutte le salse e forme, compreso quella anonima. Sembra di leggere nella Siracusa di oggi, una sorta di mafia-politica sommersa, bene infiltrata nelle istituzioni, che comanda in “borghese”, senza la divisa. Magistrati, investigatori e giornalisti sono investiti da mille calunnie e diffamazioni; un comportamento che è sfuggito alla civile convivenza e che ha fatto diventare legale questo sistema illegale.

I temi insistenti non sono ancora usciti dal tunnel del sospetto; non c’è stata quella riappacificazione che doveva rimettere a posto ogni cosa in un normale rapporto civile, anche se si tratta di un percorso tutto in salita per gli inciampi di un passato carico di veleni e interessi milionari ancora non dimenticato. Un pantano pieno di ostacoli per il passato scomodo che continua a incombere, maturato nell’ambito di trame collusive delle varie lobby di potere con altri ambienti dove insistono interessi diffusi.
Leggendo i giornali, l’unica idea che passa tra la pubblica opinione è di un’informazione dal concetto negativo, scandalistico ma semplificato nella più diffusa definizione dello schieramento della stampa in posizioni avvantaggiati dalle notizie bruciate dal tempo.
Ma in questo clima c’è qualcosa che non va, qualcosa che serpeggia nei palazzi, che fa tremare a volte le poltrone, che continua a velare l’immagine di un virus che viene dagli scandali nascosti nei cassetti nell’ombra e dietro dei testi di cuoio pronti sempre ad intervenire. Un virus velenoso che si tramanda da generazioni di “soggetti viziati”, portatori sani, ormai impegnati a mietere vittime e ad offuscare l’immagine del nemico per la presenza dei tanti gli scheletri nell’armadio e i sospetti che arrivano dal passato.

L’onda lunga che si vela ancora oggi nella rispettabilità di una classe politica che mette tutto in discussione, non solo con le parole, ma con i fatti e le carte scritte attraverso la deliberazione collegiale anche con progetti, dove è palese il contrasto con la legalità tanto sperata, dopo le mille inchieste giudiziarie che hanno intasato i tavoli della Procura della Repubblica gridano vendetta. Un sospetto che condiziona le scelte, che mina l’affidabilità politica e rende complicato il cambiamento ormai necessario. La professionalità e la correttezza sono ora ridotte ai minimi termini e senza condizionamenti di sorta per portare alla fine, oltre la pace, le vicende velenose che ogni giorno spuntano come funghi nel bosco della menzogna, senza ormai una sola parte buona della politica, dove torna ad agitarsi lo spettro dei veleni e delle mille vendette senza limiti e confini.

Concetto Alota

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