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Pronto soccorso del Trigona di Noto, l’impegno dell’assessore Borsellino

Ieri mattina, presso l’Assessorato regionale alla Salute, si è tenuto un incontro promosso dal PD Circolo di Noto e dall’Amministrazione comunale, con la dottoressa Lucia Borsellino. Come si ricorderà proprio il Pd cittadino alcuni mesi fa organizzò una conferenza a Noto (nella foto il tavolo dei relatori) alla presenza del Presidente della Commissione regionale alla Salute, on. Di Giacomo, ed a cui l’Assessore non poté partecipare perché bloccata a Palermo dalla discussione sulla finanziaria.

Trascorsi quasi due mesi si è avvertita la necessità di approfondire la tematica relativa alla rete ospedaliera che interessa i nosocomi di Noto e Avola e ribadire con fermezza la richiesta di massima attenzione sulla qualità dell’offerta sanitaria nella zona sud del siracusano. Presenti alla riunione l’Assessore Cettina Raudino, il segretario del Circolo PD di Noto, Emanuele Della Luna, il consigliere comunale Salvatore Valvo e il coordinatore della Rete Civica della Salute, Vittorio Padua, che così hanno commentato al rientro in città. “Prima richiesta rivolta all’Assessore Borsellino – dichiarano in una nota- il mantenimento dell’attuale Pronto Soccorso del Trigona e il suo eventuale potenziamento attraverso una dotazione di strumenti e macchinari (ecografo) e di personale in grado di offrire una prestazione ancora più qualificata all’utenza. Si è fatta presente all’Assessore alla Salute, sia sulla base di dati statistici di affluenza, anche turistica, sia in ragione dell’ampiezza territoriale del Comune di Noto, l’indispensabilità di un Pronto Soccorso efficiente”. Risoluta è stata la posizione della rappresentanza netina a tutela di questo importantissimo servizio e la discussione si è poi incentrata sul progetto di rifunzionalizzazione della rete ospedaliera.

“L’Assessore Borsellino, che si è mostrata disponibile ed attenta alle istanze rappresentate – dichiara sempre nella nota la delegazione netina- ha informato che il progetto è attualmente in itinere e che lei stessa si impegnerà a portarlo avanti fino in fondo. In particolare, preso atto, in risposta alla già avvenuta manifestazione d’interesse, della disponibilità di due cliniche private siracusane ad integrare l’offerta sanitaria pubblica, lo step successivo sarà quello di sollecitare la Direzione Generale dell’Asp alla pubblicazione del vero e proprio bando, rivolto a soggetti sanitari privati operanti stavolta sull’intero territorio regionale. Qualora questa azione e quindi il progetto stesso non dovesse conseguire risultati soddisfacenti, l’Assessore si è detta disponibile a ridiscutere il Decreto nella parte relativa all’Ospedale unico Noto-Avola”. Dunque tutto dipenderebbe o meno dalla sanità privata, e dalla pubblicazione del relativo bando, sollecitato (come riportato dalla nota). Come uditori dell’incontro di aprile a Noto, ricordiamo, però, che l’Onorevole Di Giacomo richiese al Direttore dell’Asp un report sulle due strutture, Trigona e Di Maria, in quanto molte furono le criticità evidenziate dagli addetti ai lavori, ma anche dalla politica e dalla semplice utenza, relativamente alla struttura di Avola. Uno sguardo attento infatti mette in evidenza pesanti incongruenze di queste scelte che di fatto mortificano un nosocomio, il Trigona, capiente e funzionale, a fronte del Di Maria che, sotto gli occhi di tutti, presenta gravi carenze strutturali per le quali ci vorrebbero degli investimenti importanti. Incongruenze sulle quali, come detto e come vogliamo ricordare, fu richiamata, l’attenzione del Presidente della Commissione Parlamentare alla Sanità Giuseppe Di Giacomo, invitato a visitare in modo approfondito le due strutture. E proprio lui alla fine della riunione dichiarò, e lo riportiamo testualmente: “La norma si può rivedere e chiedo al Direttore Burgaretta di rivedere questo piano in base alle interessanti indicazioni venute fuori stasera. Ed io mi prendo l’impegno di modificare il decreto e vi posso garantire che l’Assessore Borsellino approverà il Piano”. Ecco la domanda: che fine ha fatto quel report? E il quesito acquista maggiore consistenza se si pensa alle ultime notizie di cronaca che arrivano da Avola nelle ultime 24 ore dove, come riportato anche dalla nostra testata, “al termine delle sedute operatorie programmate all’ospedale Di Maria, si è verificato un guasto tecnico all’impianto di climatizzazione e trattamento aria del complesso operatorio. Le squadre tecniche, immediatamente intervenute, hanno individuato il guasto ed approntato gli opportuni provvedimenti al fine di consentire alle ditte interessate di intervenire con urgenza per ripristinare la piena funzionalità dell’impianto, le attività chirurgiche di sala operatoria sono state pertanto temporaneamente sospese fino e le eventuali urgenze chirurgiche  valutate e trattate all’ospedale Umberto I di Siracusa o all’ospedale di Lentini con il trasferimento dei pazienti secondo la procedura aziendale del trasporto protetto”. Non solo spese e profitti, nella zona sud della Provincia occorrerebbe un vero intervento di rifunzionalizzazione ma volto a raggiungere alti standard di assistenza, sia in termini strutturali che di personale sanitario nei diversi livelli, senza trasferimenti ma con un vero aumento dell’offerta sanitaria, primo compito di una società che vuol definirisi civile.

Emanuela Volcan

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