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Siracusa. Carrozza del Senato, via libera al restauro conservativo

Ieri sera, presso il Giardino dell’Artemision, il sindaco Francesco Italia e il presidente del club service, Francesco Tabacco, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che, in 14 mesi di lavoro, restituirà a Siracusa uno dei suoi simboli più prestigiosi.

“Un giorno importante- dichiara il sindaco Francesco Italia- per quello che la Carrozza ha sempre rappresentato per la nostra città. Il prossimo anno, restituita alla sua piena bellezza e alla sua integrità potrà tornare nuovamente in strada”.

“Il Rotary- ha detto il presidente Francesco Tabacco- celebra le sue ricorrenze straordinarie svolgendo un’attività di servizio di maggiore rilievo. Per il nostro 70esimo abbiamo coniugato la possibilità di formare giovani specializzati nel restauro ligneo e pittorico con quella di promozione del turismo attraverso il recupero dei suoi attrattori. Da qui la richiesta al Comune di intervenire sulla Carrozza del Senato che, restaurata, tornerà fruibile per il prossimo anno”.

L’attività sarà svolta dall’Istituto europeo del Restauro di Ischia, che di recente ha curato la “Mostra dei Faraoni” e permetterà a due studenti del Gagini, maturati nel 2019, di frequentare uno stage formativo da svolgersi durante i lavori.

“Ringrazio il Rotary- ha aggiunto il Sindaco- per questa importante iniziativa che va in quella direzione tanto auspicata in questi mesi: il coinvolgimento della città per il recupero e la valorizzazione di luoghi e simboli di Siracusa. Peraltro l’attività di restauro di uno dei simboli più fotografati della città potrà essere seguita in diretta così come avvenuto per la Mostra dei Faraoni”.

L’analisi sulla berlina condotta da Agatino Russo, ordinario di Entomologia dell’Università di Catania, e dall’Istituto europeo del restauro ne avevano evidenziato le tante criticità: “interessata da un attacco di entomi xilofagi, la Carrozza del Senato presenta cadute di colore, numerose lacune e sollevamenti, che hanno danneggiato la pregevole decorazione pittorica policroma e cromata; l’alta temperatura e l’umidità all’interno della teca di conservazione- concludeva la relazione- espone l’opera al rischio di pericolose infestazioni di agenti patogeni”.

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