CronacaPrimo Piano

Siracusa, estorsione a panificio: ridotta la condanna ai due autori

La corte d’appello di Catania ha rideterminato la condanna a carico dei due autori dell’estorsione ai danni dei titolari di un panificio di viale Zecchino a Siracusa. Al termine della camera di consiglio, i giudici hanno irrogato la pena di 5 anni e 4 mesi nei confronti di Davide Pincio, mentre hanno inflitto 4 anni, 5 mesi e 10 giorni a Maurizio Bianchini. Entrambi gli imputati hanno ottenuto una riforma in meglio della condanna con la riduzione di un anno ciascuno di reclusione.

Bianchini aveva insistito sulla propria estraneità ai fatti oggetto della contestazione, ma per i giudici del secondo grado è bastato che una delle due vittime si sia recata nel suo esercizio commerciale per consegnare il pizzo per fare scattare la correità. Per i carabinieri, Bianchini avrebbe avuto il ruolo di “amico buono” oltre che di avere intascato la somma di 800 euro recapitate dalle vittime nel suo locale di gastronomia. Bianchini, assistito dall’avvocato Salvatore Leotta, ha sempre rigettato ogni addebito, sostenendo di non volere nemmeno prendere le 800 euro che il panificatore invece insisteva a dargli.

Al vaglio della corte d’appello c’era la vicenda che risale a un anno addietro quando i titolari della panetteria di viale Zecchino sono stati bersaglio da una serie di telefonate minatorie nel corso delle quali, gli ignoti interlocutori consigliavano loro di rivolgersi a un amico per evitare ripercussioni spiacevoli, lasciando intendere che avessero in mente di danneggiare l’esercizio commerciale se non avessero pagato la somma pretesa. Fra i presunti estorsori e le vittime si sarebbe intavolata una sorta di trattativa, fino a trovare un’intesa di massima su una dazione di denaro pari a 800 euro, che avrebbe riscosso Bianchini vestendo i panni di “amico buono”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *