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Siracusa, lettera di ringraziamenti al personale del Rsa dell’ospedale Rizza

Con una lettera firmata, indirizzata al direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta, il familiare di una paziente ricoverata nella RSA del presidio ospedaliero Rizza di viale Epipoli dal 23 giugno all’11 luglio sino al decesso, ha voluto esprimere “ringraziamenti con tutto il cuore” all’intero staff della struttura “per la grande professionalità dimostrata, per l’encomiabile assistenza morale, per il rispetto e l’amore trasmesso”.

Il fine della lettera, espresso dall’estensore, è non soltanto dare i giusti riconoscimenti agli operatori interessati ma anche stimolare ulteriormente tutti gli operatori sanitari che svolgono le proprie funzioni nelle varie strutture medico-ospedaliere del comprensorio, a prendere una maggiore coscienza riguardo la delicata tipologia di lavoro esercitato poiché qualunque grado di professionalità dimostrato, per quanto più o meno alto esso possa essere, occorre che sia integrato dall’imprescindibile supporto morale e dal massimo rispetto nei confronti sia dell’ammalato che dei relativi parenti. Un messaggio pienamente condiviso dal direttore generale Salvatore Brugaletta che si congratula a nome dell’Azienda con tutto il personale della RSA di Siracusa e con il coordinatore delle RSA aziendali Salvatore Ferrara, mentre esorta tutti gli operatori sanitari dell’Azienda a continuare incessantemente ad impegnarsi nel processo di umanizzazione dei servizi sanitari. Di seguito si riporta testualmente la lettera firmata:

“Il sottoscritto, nella qualità di utente dei servizi forniti da codesta ASP intende fare presente alcune particolari situazioni evidenziatesi in seguito al ricovero di una paziente presso la RSA dell’Ospedale “A. Rizza” di Siracusa. Spesso, quando noi utenti abbiamo a che fare con strutture pubbliche, non sempre possiamo dire che i servizi offerti siano dei migliori. Per essere obiettivi, bisognerebbe anche tenere conto di come sia diventato oggi abbastanza difficile trovare servizi pubblici che funzionino al meglio e questo anche per motivi inerenti la famigerata spending review con la quale chi ha l’onore e l’onere di dirigere certe tipologie di strutture come potrebbe essere la vostra, deve purtroppo obbligatoriamente confrontarsi. Però, quando ci si trova a confronto con qualcosa che funziona veramente e per quanto ho potuto direttamente constatare anche molto bene, ritengo che corra l’obbligo da parte nostra segnalare tale aspetto ai relativi organi di competenza. Come dicevo, dallo scorso 23 giugno e fino al successivo 11 luglio u.s., mia suocera, in seguito ad ictus e le successive vicissitudini del caso, è stata ricoverata nella struttura sopradescritta da dove ci ha poi lasciati per il suo ultimo viaggio. Durante tale periodo di ricovero, vorrei portare a vs. conoscenza che, noi familiari della predetta degente, non finiremo mai di ringraziare con tutto il cuore l’intero staff ((sia medico che paramedico) di quel reparto per la grande professionalità dimostrata, per l’encomiabile assistenza morale di cui è stata data prova, per il rispetto e l’amore trasmesso oltre che alla nostra, e per quello che abbiamo potuto constatare, anche a tutti i pazienti dello stesso reparto, riuscendo così a garantire pienamente e di fatto a quanto a nostro avviso riteniamo abbia diritto ogni malato. Per non parlare poi dell’accoglienza, dell’umanità e della solidarietà così largamente dimostrate nei tristi giorni della malattia e della sofferenza a tutti i livelli con le quali, purtroppo, ogni famiglia prima o poi deve fare duramente esperienza sulla propria pelle. Poiché, purtroppo, le strutture legate alla salute pubblica vengono oggi ricordate esclusivamente per casi legati alla malasanità, noi riteniamo che occorra dare il giusto risalto anche quando le cose funzionino e, per tali motivi, ci piacerebbe che strutture del genere fossero portate ad esempio come fiore all’occhiello della tanto vituperata sanità siciliana. In conclusione, ci piacerebbe che lettere come la presente potessero servire a dare i giusti riconoscimenti a chi esercita una professione diventata oggi alquanto difficile. Nella speranza che in certo qual modo possa essere dato un seguito alla presente, si inviano distinti saluti”. Lettera firmata

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