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Siracusa, nessun appalto truccato al Comune: tutti assolti

Non vi fu alcun appalto truccato al Comune di Siracusa. Il Tribunale penale di Siracusa ha emesso ieri pomeriggio sentenza di assoluzione nei confronti di tre imputati: Paolo Rina, allora dirigente del settore Appalti del Comune di Siracusa, l’imprenditore Claudio Carrubba e Vincenzo Bartoluccio, dipendente comunale, coinvolti sei anni fa nell’operazione della Guardia di Finanza su presunti appalti truccati al Comune di Siracusa.

Dopo qualche ora di camera di consiglio, i giudici hanno accolto appieno la tesi dei difensori e ancora prima da parte del pubblico ministero Andrea Palmieri, che aveva concluso la propria requisitoria sostenendo che non vi fossero estremi di reato nella vicenda giudiziaria in questione, culminata nel febbraio 2006 con l’operazione denominata “Ceralacca”. Nell’emettere il verdetto di assoluzione, il Tribunale ha puntualizzato che gli imputati non hanno commesso il fatto. Insomma, quanto all’epoca fu riscontrato dalla Procura della Repubblica di Siracusa, anche con l’ausilio di un consulente tecnico, non configurerebbe alcun illecito penale.

La vicenda, come si ricorderà, è emersa a seguito dell’arresto degli imputati, avvenuta nove anni addietro, dopo un’articolata indagine eseguita dalle fiamme gialle, che utilizzarono anche una micro telecamera, installata in un ufficio del Comune di Siracusa, per riprendere le varie fasi delle presunte trattative. Gli imputati, già in fase d’interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip del Tribunale del capoluogo, rigettarono le accuse loro rivolte.

In particolare, Rina ha sempre sostenuto di avere aiutato l’imprenditore Carrubba a redigere i modelli per la partecipazione alle gare d’appalto per il verde pubblico; una volta definita l’offerta, la busta veniva chiusa e consegnata ad altri funzionari e dirigenti del settore Appalti del Comune per espletare la gara ma senza manomettere nulla e soprattutto senza sapere che fine facessero quelle pratiche da egli istruite per conto dell’amico imprenditore. Carrubba, dal canto suo, ha sempre detto di avere conseguito il titolo di scuola primaria e di essersi affidato a Rina, del quale ha sempre detto di avere fiducia e grande stima, per compilare i modelli necessari per partecipare alle gare d’appalto.

Anche l’allora collaboratore amministrativo del Settimo Settore del Comune capoluogo, Bartoluccio si è sempre difeso affermando di avere ricevuto indicazioni sul da farsi e a queste si sarebbe sempre attenuto. Ha poi sempre chiesto di verificare i suoi conti correnti dai quali non emergerebbe alcun movimento a suo favore da parte dell’imprenditore che la Procura sosteneva essere stato favorito nell’aggiudicazione degli appalti per la manutenzione del verde pubblico.
Rispetto ai tre imputati, ha scelto una strada alternativa il dottore Rosario Sarcià, la cui posizione processuale è stata stralciata dal troncone principale e poi assolto in appello. L’allora dirigente del Settimo settore del Comune capoluogo, che aveva il compito di controllare gli appalti, si difese sostenendo di non avere mai favorito alcuno men che meno l’imprenditore solarinese. E’ passata, quindi, la linea della difesa costituita dagli avvocati Domenico Mignosa per l’imprenditore solarinese Carrubba, Junio Celesti per Bartoluccio, e Giambattista Rizza, per la posizione di Paolo Rina.

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