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Siracusa. Terra di nessuno: l’arroganza di artigiani e commercianti e il parcheggio fai-da-te

Siracusa terra di nessuno. Assistiamo ogni giorno all’arroganza di negozianti e artigiani che piazzano pedane in legno, sedie, sgabelli o bidoni in plastica davanti alla propria attività nel suolo pubblico per impedire il posteggio agli automobilisti, creandosi così, di fatto ma senza il diritto, un parcheggio privato a danno della collettività. Peggio ancora con diversi motorini parcheggiati di traverso e auto che si spostano in continuazione.

I residenti delle zone “invase”, non possono parcheggiare le proprie auto e sono costretti a rimanere inermi a guardare di fronte all’arroganza dei proprietari delle attività che così facendo creano una condizione di subordinazione, pena la lite. Ancor più grave che i marciapiedi sono vietati perché occupati da auto in sosta fin sopra le banchine, con cavi e tubi di gomma che li attraversano, che, di fatto, costringono i pedoni a camminare tra le auto in corsa. E questo quando non si presenta l’atteggiamento da mafioso e la velata minaccia.

Grave che i controlli non siano eseguiti anche in presenza di parecchie auto in riparazione in sosta nella strada: automobili e furgoni in riparazione nel suolo pubblico contemporaneamente e in pieno giorno. Il dubbio che i controllori possano essere amici dei “peccatori” è un pensiero reale, altrimenti come spiegare tale perenne siffatta condizione sotto gli occhi di tutti?

Poche le denunce alle forze dell’ordine; le procedure sono difficoltose senza una denuncia specifica; “… ma quelle poche volte che abbiamo denunciato l’abuso, dicono i cittadini, dopo poche ore tutto ritorna come prima, con l’aggravante di essere additati sbirri, e magari offesi nella pubblica via”. Ora alcuni cittadini si appellano alla Polizia Stradale, ricordando che “la Sezione di Siracusa già nel passato è intervenuta su tale tematiche”.

In pratica, è il cane che si morde la coda. Mancano i controlli. Le forze dell’ordine intervengono solo in caso di denuncia o di fatti violenti, come incidenti, liti o risse. Già parcheggiare nei centri a Siracusa senza i “mafiosetti” del posteggio fai-da-te, non è facile. Negli ultimi tempi, poi, la situazione è diventata davvero insostenibile visto che molti stalli sono stati occupati da dehors, casette e tavoli lungo la strada a iosa. Due posti in meno qua, quattro posti in meno là, il risultato è che si fatica a trovare un parcheggio libero e disponibile.

I commercianti e gli artigiani devono poter lavorare, ma anche i residenti hanno diritto a poter parcheggiare nelle vicinanze della proprie abitazioni nel suolo pubblico invece occupato abusivamente e transitare sui marciapiedi che, oltre ad essere traballante e scassate, sono occupate dalla mattina alla sera. Diversi i casi di donne anziane e ragazze che ruzzoloni si sono fatti male.

Non trovando parcheggio in diverse occasione i residenti sono costretti a lasciare l’auto in stalli a pagamento sostenendo ulteriori costi. L’alternativa è rischiare una multa ma non è giusto. Per legge, dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter parcheggiare.

Manca da sempre da parte della politica un piano di attuazione per disciplinare le zone da destinare alle imprese artigiane, in cui allocare le attività, come officine meccaniche, lavorazioni di metalli e similari che insistono nella città in strade strette e locali senza spazi che costringono ad utilizzare la pubblica strada che si trasforma così in un vera officina a cielo aperto, con esalazioni e l’inquinamento della prova motore sia sonoro, sia dei gas di scarico, in locali non proprio idonei; il tutto vietate dalla legge. Le riparazioni di auto, camion e vetture da grosse dimensioni eseguiti nella pubblica via, con tutti pericoli derivanti per quei veicoli sollevati da semplici crick o cunei e spessori di fortuna, sono pericolosi. Sull’asfalto poi rimangono i segni dell’abbandono, con olio, gasolio, benzina e acqua sporca, oltre al gas che puzza.

Vietare le attività diverse da quelle manifatturiere, di lavorazione e trasformazione dentro la città, comprese quelle nocive e moleste. Scelte da evidenziare in base alla densità edilizia esistente, mediante la ristrutturazione edilizia o piani di recupero di edifici fatiscenti abbandonati. L’esempio nei supermercati in città con spazi di parcheggio e per la movimentazione dei mezzi pesanti. Non si può fare finta di niente; interpretare in senso favorevole l’esigenza dei cittadini, e non fare orecchio da mercante. La politica scelga un programma ambizioso e di largo respiro economico e sociale, invece di tirare a campare alla giornata.

Concetto Alota

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