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Spese pazze all’Ars, Bufardeci citato in giudizio dalla Corte dei Conti

L’ex sindaco di Siracusa ed ex assessore regionale Titti Bufardeci è stato citato in giudizio dalla Procura della Corte dei Conti. Insieme con lui sono stati citati anche i parlamentari regionali Antonello Cracolici, Cateno De Luca, Cataldo Fiorenza, Innocenzo Leontinoi, Rudy Maira e Francesco Musotto. Si tratta dei sette ex capigruppo all’Ars, accusati lo scorso anno di avere effettuato le cosiddette spese pazze. A carico di Bufardeci, i giudici contabili contestano complessivamente un danno erariale ammontante a 60 mila euro, spesi nella sua qualità di ex capogruppo del movimento Grande Sud.
A settembre la Corte dei Conti aveva chiesto a Bufardeci e agli altri parlamentari regioanli di fornire le giustificazioni. Le deduzioni pervenute da ognuno dei diretti interessati, però, non sono state convincenti per la magistratura contabile. Complessivamente il presunto danno erariale supera i due milioni di euro.
L’inchiesta sulla tutela della spesa pubblica risale alla metà dello scorso anno quando i militari della Guardia di finanza, Nucleo tutela spesa pubblica di Palermo, ha completato una informativa sulle presunte spese pazze che coprono un periodo compreso tra il 2008 e il 2012 da parte di un buon numero di deputati regionali. La Procura della Repubblica di Palermo ha subito aperto un un fascicolo ipotizzando a carico di cento parlamentari il reasto di peculato.  Ma soltanto i quattordici capigruppo, però, ricevettero l’avviso di garanzia. Tra questi, oltre che Bufardeci, anche l’ex depitato regionale Nunzio Cappadona.
Secondo i pm contabili non trovano giustificazione i soldi spesi per pranzi e cene – alla bouvette dell’Ars come nei ristoranti in giro per la Sicilia – regali, leasing di macchine e rimborsi benzina. Ed ancora, le anticipazioni dei soldi del gruppo per pagare bollette Enel, ricariche telefoniche e canone Rai, i conti del supermercato e della farmacie, le multe e le tasse come la Tarsu. Oppure gli “extra” per circa mille euro al mese riconosciuto ad alcuni colleghi.

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