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Tribunale di Siracusa: oltre alla I Commissione del Csm arrivano gli ispettori del Ministero della Giustizia

ORLANDO

Il 12 e 13 maggio insieme alla Prima Commissione del Csm arrivano al Tribunale di Siracusa anche gli ispettori del Ministero della Giustizia. Si tratta di un’inchiesta amministrativa in cui il Ministro si avvale dell’Ispettorato generale per l’esecuzione di accertamenti sul personale appartenente all’ordine giudiziario. In tale ambito può essere inquadrata l’attività programmata per il Palazzo di Giustizia aretuseo che l’Ispettorato generale svolge su delega del Ministro sulla base della richiesta fatta dall’onorevole Sofia Amoddio in Commissione Giustizia della Camera e del Consiglio Superiore della Magistratura sulla base degli esposti e delle denunce pervenute copiose negli ultimi otto mesi contro magistrati e giudici siracusani. Ispezione che in un primo momento il Ministro Orlando non riteneva necessaria, ma le polemiche e i veleni gli hanno fatto cambiare idea. Gli uffici della Procura così come della presidenza del Tribunale sono stati informati della visita congiunta programmata per la prima decade di maggio. 

L’Ispettorato generale svolge compiti di controllo informando direttamente il Ministro, o il Csm, nel caso quest’ultimo ne abbia richiesto l’intervento che nella sua attività si coordina con il Dipartimento per gli affari di giustizia (Dag) e con il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. La lunga scia di veleni ha costretto il ministro Orlando e il Consiglio Superiore della Magistratura a intervenire sui contrasti che attengono agli esposti e alle denunce nei confronti di togati in servizio alla Procura di Siracusa che sono anche al vaglio della Procura di Messina.

La Prima Commissione del Csm e gli ispettori ministeriali si dovranno occupare, oltre che dell’incompatibilità, anche di rapporti, esposti, ricorsi e doglianze riguardanti i magistrati incolpati e delle richieste di tutela d’indipendenza e del prestigio della magistratura.

Ora arrivano le dichiarazioni rilasciate dal sostituto procuratore Giancarlo Longo a “La Sicilia” e riprese da diversi organi di stampa. Una lunga e appassionata difesa pubblica del sostituto procuratore che ha condotto le inchieste più importanti e delicate della procura siracusana, messo sotto accusa a seguito di una serie di esposti e denunce, nell’ambito dei “veleni siracusani”, è indagato dalla Procura di Messina per un’ipotesi di falso “in relazione ad alcune attività pregresse del suo ufficio” (una data trascritta errata). Ma il magistrato si difende e sostiene di essere al centro di un complotto e accusa, in particolare, da parte di suoi colleghi ma di due in particolare. Il procuratore capo Francesco Paolo Giordano ha da sempre conservato il profilo diplomatico da quando le vicende politico-giudiziarie si sono addensate. Anche il procuratore generale di Catania, Salvatore Scalia, ha dato atto pubblicamente del lavoro svolto dalla Procura di Siracusa, appellandosi al buon senso dei rappresentanti istituzionali per ristabilire un clima di fiducia e di serenità.

Concetto Alota

 

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