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Servizio idrico, il M5S: “Il nuovo bando nasce male”

La gestione del Servizio Idrico Integrato di Siracusa è tornata in scena, sia per la pubblicazione del Bando a rilevanza Comunitaria promosso dal Comune sia per la notizia del presunto danno erariale, il quale ammonterebbe a circa 2,8 milioni di euro, che la Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo.

Il Movimento cinque stelle interviene sul bando di gara sostenendo che, nella sostanza, avrebbe dovuto recepire le osservazioni procedurali che erano state suggerite dall’ANAC all’Amministrazione per l’attribuzione del Servizio Idrico alla SIAM.

Bisogna tenere in considerazione il fatto – dicono i pentastellati – che gli impianti vetusti necessitano, con estrema urgenza, di ingenti capitali; occorrono investimenti mirati non solo ad un ammodernamento generale del parco apparecchiature (il cosiddetto processo di efficientamento energetico), ma anche all’individuazione di nuovi pozzi che insistano su falde acquifere integre, al fine garantire alla cittadinanza una migliore qualità dell’acqua e una maggiore idoneità al consumo. Per queste ragioni al momento è molto difficile pensare che vi sia un interesse concreto, da parte di qualche operatore nazionale o internazionale (diverso dall’attuale SIAM), a prendersi carico della gestione del Servizio Idrico Integrato di Siracusa.

L’attribuzione del servizio idrico per un periodo di tempo così breve (soltanto 12 mesi) non apporterebbe alcun beneficio ai cittadini, né dal punto di vista economico (dato con non si conseguirebbe un congruo ribasso rispetto alla base d’asta, che è stata fissata in poco più di 14 milioni di euro) né dal punto di vista del miglioramento del SII (poiché nessun operatore, come già detto in precedenza, può avere interesse a pianificare un così oneroso piano di investimenti mirato allo sviluppo e all’ottimizzazione del Servizio, in previsione di un tempo di gestione così limitato).

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