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Appello della Uila ai prefetti contro il fenomeno del caporalato

Arbitrariamente, la Regione vuole portare indietro le lancette dei contratti per i 22 mila forestali siciliani retrocedendo al 2001 le loro paghe. Violazioni dei contratti collettivi e della legge, anche delle norme anticaporalato, non può essere legittimata da un’interpretazione discutibile di sentenze che riguardano vertenze individuali. Il governo Crocetta si fermi subito, prima che sia troppo tardi!. Questo è l’appello-denuncia lanciato oggi dall’Esecutivo Uila Sicilia, convocato oggi a Siracusa dal segretario generale Nino Marino che aggiunge: Siamo pronti a dare battaglia, forti delle nostre ragioni. Abbiamo chiesto un confronto urgente con il presidente della Regione e con l’assessore all’Agricoltura, ai quali chiederemo il ritiro di ogni iniziativa che possa ledere i diritti dei lavoratori e solleciteremo il rinnovo di un contratto che risale addirittura a sedici anni fa. E a rischio il sistema stesso di gestione del comparto forestale che costituisce per i cittadini siciliani una risorsa, se solo venisse valorizzato come noi abbiamo proposto.
L’Esecutivo Uila, composto anche da Concetta Di Gregorio, Enzo Savarino, Giuseppe La Bua, Sebastiano Di Pietro, Natale Mascellino, Gero Acquisto, Tommaso Macaddino e Francesco Guida, ha inoltre discusso i contenuti della trattativa per il nuovo contratto dei braccianti agricoli in Sicilia. Alle controparti che sono Coldiretti, Cia e Confagricoltura  ha spiegato Nino Marino  ribadiamo da Siracusa la necessità di un pieno recepimento di regole e principi contenuti nella legge anticaporalato. In questa fase, non ci interessa parlare delle percentuali di aumento contrattuale. Ci preoccupa di più tutelare i diritti dei lavoratori, la loro dignità e la loro sicurezza.

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