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Augusta. Sit-In in difesa dell’ospedale Muscatello

Davanti all’ospedale Muscatello si è svolto stamane un sit-in a sostegno del presidio ospedaliero. Organizzato dai rappresentanti delle associazioni e dei comitati che operano nell’aerea del petrolchimico di Siracusa. E proprio davanti al nosocomio di Augusta hanno incontrato la Stampa.

La premessa vuole che già qualche anno fa fu scongiurata la chiusura dell’ospedale Muscatello di Augusta, decisione rientrata dopo le tante proteste a ventaglio.

Con una nota inviata ai Sindaci di Siracusa, Augusta, Melilli, Priolo Gargallo, Solarino, Floridia, all’Asp di Siracusa, all’assessorato regionale della Salute e al Presidente della Regione Siciliana. Ospedale Muscatello Augusta, struttura di Riferimento della Zona Industriale, il Comitato Stop Veleni Augusta Priolo Melilli Siracusa e le Associazione che agiscono a tutela della salute e del P.O. Muscatello a cui si sono uniti l’associazione Amo Melilli, e i tanti comitati, gruppi e associazioni che praticano l’attività nel territorio siracusano. Lo scopo di porre all’attenzione dei destinatari le seguenti considerazioni.

“L’ospedale Muscatello sito nel comune di Augusta in Contrada Granatello – scrivono i partecipanti – compreso assieme all’ospedale di Lentini nel Distretto ospedaliero SR2, ricade in un’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) e riconosciuta SIN, sito di interesse nazionale per la bonifica”.

“Si tratta del nosocomio di riferimento per gli abitanti di una zona prospiciente il più esteso Polo Industriale italiano, fittamente popolato da numerosi impianti: Sasol, Syndial, Erg, Versalis, Sol, Buzzi Unicem, Priolo Servizi, Enel Archimede, Lukoil, Sonatrach. sono solo alcune delle realtà produttive della zona AERCA a cui bisogna aggiungere tutto l’indotto, un fitto tessuto di società di servizi che opera attorno alle aziende indicate”.

“Il territorio augustano inoltre ospita il secondo porto petrolifero d’Italia dopo Trieste, il più laborioso del sud Italia, con una miriade di depositi costieri, impianti di trattamento di metalli, officine di verniciatura, la Marina Militare Italiana e molte discariche”.

“Di tutta evidenza l’impatto ambientale che produce l’intero comparto produttivo sopra enumerato e la paura ingenerata in seno ai residenti di un allerta epidemiologica e di incidente rilevante; i sottoscrittori del presente documento, attenti alle tematiche della cura sanitaria e del territorio e della legalità ambientale, segnalano lo stato di gestione dell’ospedale Muscatello che in fase di allerta Covid-19 ha visto smantellati importanti  reparti ospedalieri destinati a centro di cura per pazienti Covid”.

“Si ritiene – continua la nota – a questo punto che qualsivoglia decisione al riguardo non possa non tener conto della tipologia del territorio, dello stato dei luoghi e della volontà dei residenti dell’area in cui sorge l’ospedale de quo. Appare del tutto evidente che così non sia avvenuto”.

“Attualmente l’Ospedale Muscatello appare di rilevante necessità per la comunità locale, stando anche alle normative europee, nazionali e regionali (Centro di Riferimento Regionale per la cura e la diagnosi anche precoce delle patologie asbesto correlate di cui alla Legge n. 10 del 29 Aprile 2014) ed in riferimento alle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, considerata l’ubicazione e le caratteristichetutte richiamate, rappresenta una struttura irrinunciabile che va implementata e giammai depotenziata come di contra in questi anni è avvenuto”.

“Occorre innanzitutto accrescere l’offerta sanitaria dalla struttura ospedaliera ed incentivarla, implementare l’organigramma, includendo figure mediche altamente specializzate nella diagnosi e prevenzione delle patologie tumorali percentualmente più diffuse nell’area (Pneumologia, OncoEmatologia, Oncologia ecc.) e far sì che il nosocomio megarese assurga, in conseguenza di ciò, a centro di riferimento per la Provincia Aretusea che invece è ancora oggi costretta a migrare fuori provincia e financo regione per le cure specialistiche di pregio”.

“A questo punto- conclude la nota – occorre verificate con urgenza il rispetto delle disposizioni normative, nel timore che uno stravolgimento definitivo della struttura ospedaliera che negli anni ha subito già importanti dismissione di reparti (ginecologia e ostetricia su tutte: ad augusta nessun augustano può più nascere sic!), si insiste per il ripristino dei reparti dismessi e per l’implementazione della struttura ospedaliera in maniera consona alle rappresentate urgenti ed improcrastinabili  necessità del territorio”.

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