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Camera di commercio: la bufala di Crocetta e le tragedie evanescenti di alcuni deputati siracusani

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La bufala di Rosario Crocetta sulle camere di commercio è davvero singolare: “Quelle di Ragusa e Siracusa saranno due Camere di commercio autonome”. Lo annuncia il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sulla base della decisione assunta oggi dalla Conferenza unificata Stato- Regioni, alla quale ha partecipato come delegata del presidente, la vicepresidente Mariella Lo Bello. “Questo risultato – dice il presidente – è il frutto del lavoro congiunto che ha fatto la Regione siciliana con il Ministero dello Sviluppo Economico e rivela l’attenzione che la presidenza della Regione ha nei confronti del territorio di Siracusa”.

Niente di tutto ciò. Falso. La riunione Stato-Regione è stata rinviata al prossimo 25 maggio per le storture formali e sostanziali annotate da Confcommercio in merito alle discrepanze emerse, nel fatto e nel diritto, per poi scoprire che quanto scritto frettolosamente dal governatore (per fortuna pro-tempore) sono solo i suoi desiderata a promessa verbale e richiesta dal gruppetto che ha fatto sull’accorpamento una seria di frittate “politico-giudiziarie” con una serie di notizie a orologeria e bufale a volontà. Il supporto dello schieramento di un giorno sì e un giorno no di Crocetta appare di primo acchito legato alla campagna elettorale per la sua riconferma e alle promesse fatte in merito all’accorpamento delle camere di commercio di Siracusa, Catania e Ragusa.

I promotor compatti “dell’accorpamento del giorno dopo” delle tre camere di commercio fecero fuoco e fiamme pur di raggiungere l’unione camerale delle tre province, con tanto di slogan e mille riunioni, coinvolgendo la pubblica opinione per la bontà e la scelta obbligata dell’accorpamento per lo sviluppo economico, politico e sociale; ma quando “i conti” fatti prima non tornarono, denunciarono che era stato uno sbaglio, un imbroglio, una cosa da evitare. Il “faraone lo scriba fantasma” aveva cambiato idea e quindi: marcia indietro tutta. È nella logica degli interessi di gruppo: prima i fatti propri e poi l’interesse del popolo sovrano.

Intanto la Camera di Commercio è diventata evanescente in attesa di un altro guazzabuglio alla siracusana. Grave appare lo schieramento sibillino di alcuni deputati siracusani abituati a dire “sissignora” sempre, anche quando si tratta di capire prima di cosa si parla. È la sub-cultura della politican-ruffian-polis che batte a dire sempre sì per poi fare marcia indietro e per non dire no diciam: “… non abbiam capito niente. Scusate”.

Concetto Alota

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